Camere di Commercio addio, con preoccupazione

Per le imprese apuane effetti devastanti. Con la spending review renziana meno servizi e meno assistenza con un risparmio di pochi spiccioli. Che le Camere di Commercio avessero bisogno di una buona riforma per stare al passo con i tempi era cosa nota e il passo era necessario, ma preoccupano gli effetti di una riforma strampalata che non aiuta le aziende. E metterà nelle mani dei privati servizi delicatissimi.

Nel 2018 la provincia di Massa Carrara perderà anche la Camera di Commercio. Se dovesse passare la proposta di decreto legislativo di riordino delle funzioni e del finanziamento degli enti camerali, così come è stata approvata pochi giorni fa dal Governo, anche la Camera di Commercio di Carrara è destinata a scomparire con effetti devastanti ed imprevedibili per le quasi 23mila imprese e per tutto il tessuto economico. “Effetti che sono ad oggi incalcolabili – si sfoga Dino Sodini, Presidente della Camera di Commercio – perché questa riforma rischia solo di provocare danni alle imprese e di decelerare una ripresa faticosa nel momento economico più delicato del dopo guerra. La riduzione del diritto annuale sarà un risparmio ridicolo per le imprese a fronte dei contributi, degli incentivi per le attività e l’internazionalizzazione e dei servizi che vengono erogati. La Camera di Commercio è rimasto l’unico soggetto, dopo la chiusura della Provincia, a stimolare la promozione e lo sviluppo delle imprese, soprattutto quelle più piccole. Dal 2018 la nostra sede non avrà più nessun ruolo, ma sarà solo un ufficio periferico. Le decisioni importanti verranno prese altrove. Perderemo un altro presidio importante e strategico”.

Il taglio del diritto annuale del 50% produrrà un risparmio medio, dal 2017, di appena 54 euro per le imprese. “Il diritto camerale insieme ai servizi esclusivi erogati dall’ente camerale – dice Sodini – garantivano una capacità di riversare direttamente sulle imprese, e quindi sul territorio, risorse importanti destinate ad incentivare quei processi che altrimenti, da sole, non sarebbero riuscite a compiere come le fiere o la formazione continua e le attività per le categorie professionali. La Camera di Commercio è un soggetto centrale nel sistema imprese. La riforma azzoppa la loro efficacia nel nome di una spending review che non produrrà nessuna economia, ma solo una nuova depressione”.

Un altro aspetto della riforma pericoloso è quello di mettere in concorrenza soggetti privati, le associazioni di categoria e la Camera di Commercio riducendo funzioni e competenze.

Le Camere dovranno erogare servizi in collaborazione con altri soggetti pubblici o all’occorrenza privati.

Il rischio è che queste attività generino conflitto con soggetti privati e associazioni di categoria.

E forse è proprio questo che il Governo, assieme a Confindustria, vuole con il rischio che territori già depressi, e poco competitivi, si trasformino in un ghetto economico.

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