Il Porto di Carrara e il medioevo della concorrenza

Porto di CarraraArresti, inchieste e sequestri non insegnano niente a nessuno. Forse perché ormai i giornali li leggono solo i pescivendoli.

C’è un virus che ha contagiato, nelle ultime settimane, le Autorità portuali di Carrara e di La Spezia. Si manifesta in forme diverse (arresti, inchieste, sequestri di aree e mezi) ed ha conseguenze devastanti su carriere e affari.

Pubblici e privati, in pari misura, dicono le cronache.

Non serve essere scienziati per scoprire la malattia: basta il buon senso per capire che qualche cosa, per decenni, non ha funzionato e che tutti (Politici, Amministratori, Imprenditori, Addetti ai lavori) dovrebbero iniziare a riflettere, seriamente se possibile, su quello che sta succedendo e su quello che potrebbe (forse) succedere.

Invece si assiste alla rappresentazione di una commedia dei Pulcinella che fanno finta di ignorare quello che sta succedendo e procedono alla rimozione dei fatti quando non indulgono nell’esagerazione.

Così a La Spezia (porto e città citta colpiti da un’inchiesta devastante) i giornali hanno rimosso, cancellato, relegato nelle brevi, un’inchiesta dove ci sono arresti e carriere stroncate. Ovvio: in attesa che la “magistratura faccia piena luce”, meglio non approfondire. E nessuno approfondisce.

Così succede che, a Carrara, nel pieno della bufera, si sventola sulla libera stampa una “lettera di fuoco” che chiede il rispetto dei diritti e della legalità all’interno del porto, dopo che, sulle banchine la Magistratura aveva messo pesantemente le mani.

Giusto una lettera di fuoco” che nei toni perentori ricorda gli editti precolombiani, per denunciare possibili danni irreparabili se fosse accettata una richiesta di utilizzo (a pagamento e per un tempo limitato) di banchine portuali da parte di Fincosit, un gigante, che vorrebbe semplicemente lavorare a Carrara. Il tono ricorda la negazione del diritto d’impresa (degli altri) e della (propria) libertà di mercato.

Ovviamente, in busta, assieme alla lettera, c’è l’occupazione, i posti di lavoro, l’indotto e forse anche qualche ticket del parcheggio.

In foglio a parte anche (non) velate minacce al povero Commissario le cui eventuali responsabilità saranno, come sempre e se ci sono, accertate dalla Magistratura carte alla mano.

Però sarebbe bello se qualcuno ci aiutasse a capire meglio perchè succedono queste cose così strane e così (apparentemente)diverse.

O, semplicemente, ci aiutasse a capire se un gigante come Grandi Lavori Fincosit, ha titolo per lavorare nel porto di Carrara portando lavoro e chi deve deciderlo.

Perché l’incertezza può generare cattivi pensieri.

E, di questi tempi, meglio fare che pensare (male).

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