Valettini e gli ingombranti

BARANI VALETTINI PUTAMORSICronaca di un insediamento annunciato Con suocere, ingombranti e champagne d’annata

Ieri sera ho seguito in diretta la prima seduta del consiglio comunale di Aulla che da oggi ha un nuovo sindaco: Roberto Valettini. Avvocato di successo, ballerino provetto, titolare di uno studio popolato da collaboratori fidatissimi e legale di potenti sindacati che in piena campagna elettorale sono scesi in campo per attaccare i suoi avversari.

Nemmeno al tempo dei soviet. Persino la Pravda si sarebbe rifiutata di pubblicare.

La vittoria non poteva non sorridergli… però…. C’è sempre un  “però” e qualche inciampo non banale.

Più di forma che di sostanza, più di immagine che di contenuto. Ma, si sa, anche le bollicine del millesimato, a volte, finiscono su per il naso.

Così in un’atmosfera di tifo da stadio, tra famigli plaudenti e suocere in versione lavandaia “lasciatelo stare che vi aspetto fuori” Valettini, fra le balbuzie istituzionali del consigliere anziano incapace persino di leggere una formuletta prestampata, si è cinto l’agognata fascia tricolore. Prima sulla spalla sbagliata, tanto per cambiare.

Il sogno di una vita, ha detto. Di senso civico e attività a tempo pieno al servizio della comunità ha detto poco. Quasi niente. Si sa, al cuore non si comanda.

Della giunta più o meno si sapeva. Premiato il fedelissimo dei lavori pubblici Giovannoni: una vita (politica) ha un senso se spesa al servizio di asfalti e tamponamenti. Non importa con quale sindaco, purché l’incarico sia vitalizio per la felicità delle zie commosse fino alle lacrime. Vedremo se sull’urbanistica deciderà ancora la cricca del pick up e se le veline mostreranno altro che le schiene.

Poco incline a concepire il ruolo dell’opposizione non ha digerito l’intervento della consigliera Lombardi che ha ripercorso le tappe di una carriera politica passata a patrocinare mozioni di sfiducia (agli altri) e, da gran legale, timoroso della legge del contrappasso.

Il tutto in attesa di parlare e di votare debiti fuori bilancio inseriti addirittura nel programma del candidato. Perchè i debiti, in politica, si onorano. Questione di cuore.

L’aplomb forense si è increspato solo quando ha sentito parlare di Carta di avviso pubblico. Strano strumento di trasparenza, giustamente cavallo di battaglia del Partito Democratico, ignorato fino ad oggi dall’avvocato. Non è un avviso di garanzia! Rilassiamoci.

Si è scomposto solo di fronte a una pacata contestazione su frequentazioni che, seppure negate pubblicamente, sono evidenti e ingombranti in privato. Come la foto che lo immortala mentre il senatore Barani stappa per lui lo champagne della vittoria. Maledetto web che non ti perdona niente.

Non è un indizio e nemmeno una prova. Solo una foto, l’istantanea della felicità, direbbe un avvocato, una presenza casuale: niente a che fare con voti e preferenze. Questione di cuore, ma anche di mogli e di mariti che ti fanno la campagna elettorale “a gratis”.

Perché al cuore non si comanda. Fino a quando il cuore non diventa ingombrante, ti chiede il conto, e le bollicine dello champagne d’annata ti possono salire su per il naso.

Lorenzo Marchini

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