Aulla sbianchettiamo sbianchettiamo 

Un monologo di linee programmatiche dettate dall’opposizione. Righe senza idee e senza senso. Poi la maggioranza va per le terre su Pallerone 200. Segue  l’apocalisse della trasparenza “avete sbianchettato”. Firmeranno anche la Carta di Avviso pubblico come richiesto da Silvia Magnani.

Roberto Valettini, sindaco di Aulla, è un genio. Un meraviglioso surfista della politica. Un impareggiabile affabulatore con un livello di tenuta del microfono che lo porta alla pari con gli statisti del novecento che, ai congressi della Diccì parlavano anche otto ore di fila.

Lui si è limitato a due ma io l’ho seguito come un oracolo. Del resto il consiglio comunale di Aulla è meglio del Petruzzelli prima dell’incendio. Abbonda di tipi ameni con tanto pelo: anche sullo stomaco.

L’avvocato Valettini è stato meraviglioso: al limite della genialità. Il sindaco non saprei, perché avrebbe dovuto leggere le linee programmatiche come prevede la legge. Leggerle, per l’appunto.

Il sindaco, invece si è prodotto in un assolo infinito con citazioni paralatine, racconti di viaggio (sono stato a Santa Margherita Ligure, ho parlato con il prefetto, sono andato a Firenze) digressioni sul significato della legalità e del “percepito”, ma anche sulla caserma che (forse) sarà costruita/spostata.

Programmi, progetti, tempistiche, scadenze?  «Raga, non stiamo a sottilizzare»

Poi, a sorpresa tira fuori il coniglio bianco dal cilindro «Faremo il giornalino»…

Quello di Gianburrasca? In tempi di Internet, di Facebook e di Twitter, quando tutti sono connessi h24 e vivono attaccati alle chat di Whatsapp, ad Aulla si fa il giornalino.

Come i feuilleton. Speriamo che il tipografo sia bravo. O almeno conosciuto. Che abbia gli attributi giusti.

«Ho parlato con un collega: si farà anche il Caffè letterario. Ma itinerante» E anche qui l’applauso non parte.

Poi il colpo di scena. Fantastico! Visto che sulla progettualità c’era poco e la sostanza era modesta, l’annuncio solenne «Accolgo tutti i contributi e le osservazioni dell’opposizione. Integralmente». Anche la Carta di Avviso pubblico chiesta da Silvia Magnani e Arturo Demetrio?.

Si, anche la Carta di avviso pubblico della Magnani.

Sguardi sbigottiti con Silvia Magnani e Arturo Demetrio increduli «Anche la carta di avviso pubblico!!! La firmano tutti? Avremo un comune trasparente!. Però su debiti fuori bilancio e piscine è stato vago. Delle scuole medie da costruire nisba, sulle manutenzioni stiamo a zero e l’argine è una tragedia incompiuta!».

Praticamente niente di quello che avrebbe dato un senso a cinque anni.

Le opposizioni, che dei debiti fuori bilancio e dell’ambiente (Costa Mauro) ne hanno fatto una questione di principio, votano contro anche perché la vicenda dell’affidamento dei lavori delle piscine dopo un anno e il parere dell’avvocato (non Valettini, uno Studio specializzato) che spunta all’improvviso non tranquillizzano del tutto sulla mancanza del famigerato certificato antimafia. Se ne adonta il sindaco “Ho recepito praticamente tutto quello che mi avete detto”.

È sinceramente addolorato. Ma la serata, quando nasce storta finisce peggio.

Perché sulla Commissione di inchiesta su Pallerone 2000, voluta dall’opposizione e accolta con entusiasmo da Valettini, la maggioranza si spacca. Era prevedibile ma non in maniera così clamorosa e su un tema così delicato, si astiene Alessandro Giovannoni da Gorasco assessore di lunghissimo corso e oggi titolare delle deleghe lavori pubblici,  contratti e gare, esperto di isolamenti acustici. Si astiene. E perché mai?

Su Pallerone la maggioranza rischia l’imbarcata. Scritto e firmato un mese fa.

L’inizio della fine comincia quando Silvia Magnani eccepisce che sul progetto di recupero delle mura di Caprigliola qualcuno ha sbianchettato il nome dell’autore e questa non è propriamente trasparenza. Annaspa il capogruppo di maggioranza e si appella ai peccati di gioventù perché si scopre che l’autore sbianchettato è il referente dell’Amministrazione per Caprigliola e il progetto era la sua tesi di laurea. Lodevoli peccati di gioventù. Il progetto è bello. Il GAL ci metterà sicuramente una pezza: come sempre.

Finita? Macchè. Il veleno sta in coda.

Silvia Magnani fa presente che per smaltire un cumulo di terra di composizione assai dubbia, prima è stata prevista una spesa da 60mila euro scesa a 40mila grazie alle perizie di un geometra del comune e ulteriormente calata di 16mila grazie alla perizia di un esperto perito geologo incaricato di periziare le camionate di terra staccando una parcella 9.000 (dicesi novemila) e mettici anche l’IVA. Un’enormità. Si inalbera il dirigente responsabile, tale Testa, che queste terre le vuole smaltire  e sul tema aveva avuto anche screzi pesanti in commissione. Perciò si insedia al microfono e interviene a nome di tutti: sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza per rimettere a posto che cose. Che, invece, si incasinano anche di più perché non si capisce perché si deve pagare un bel “novemila+iva” a un professionista per una cosa che può fare, agratis, un dipendente del comune. Ma Aulla è un posto strano dove i dirigenti siedono in consiglio, stretti in mezzo ai consiglieri di maggioranza. Sarà il freddo?

Si chiude con un intervento forte e accorato di Arturo Demetrio che entra nel merito della legalità sul territorio di Aulla ma anche oltre. Analisi lucida, dati precisi, citazioni appuntite, conoscenza profonda del tema, soprattutto della presenza della criminalità organizzata. Il panorama è sconcertante. Parla anche di DASPO urbano per combattere la microcriminalità e l’illegalità, ma non tutti riescono ad afferrare e perfino gli avvocati sbarrano gli occhi.

Sala impietrita «Siamo messi così male?». Forse si, a meno che non viviate su Plutone.

La richiesta di Arturo Demetrio è precisa «Sindaco, convochi un consiglio comunale straordinario per parlare di legalità, di rispetto dell’ambiente e del territorio. Io sono ponto a qualsiasi tipo di collaborazione in questo campo, ma dobbiamo dire ai cittadini di Albiano, Bettola, Caprigliola e di Stadano dove vivono e che cosa facciamo per contrastare la criminalità. Micro e Macro: entrambe. Questo dovrebbe essere il ruolo delle istituzioni» Chiude ricordando  che «sicurezza è garantire il bene pubblico della vivibilità senza far correre pericoli alla comunità, però, se non si assicura la prima, la seconda resterà mera utopia. Ognuno nel suo piccolo, senza sostituirsi a nessuno, può dare il suo contributo». Ha chiuso con le parole dell’On. Rosi Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, pronunciate il 25 giugno di quest’anno  “La Liguria è una delle regioni del nord Italia che desta più preoccupazioni per la presenza della ‘ndrangheta. Qui si va oltre le infiltrazioni al nord, con vere e proprie locali organizzate”;

Ora aspettiamo un consiglio comunale straordinario per parlare di queste cose. Ci vorrà uno stadio. E forse non basterà.

Lorenzo Marchini

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