Trotta trotta cavallino

Le spese pazze per le attrazioni natalizie. Tanto tuonò che la giostrina arrivò. In ritardo. Da Albenga a Carrara e il comune paga la giostra storica  € 7.930,00 e la pista di pattinaggio su ghiaccio  € 6.807,60. Storia del bando dimenticato e di un Natale da dimenticare.

Verrebbe da dire: provaci ancora Depa e convinci anche Forti, Martinelli e Vitale che non siamo su scherzi a parte. Facciamo finta di non raccogliere le lamentele di Filippo Arrighi, marinello DOC, che si lagna assai di vecchi arnesi (tipo il bruco novecentesco di plastica colorata  montato in Piazza Ingolstadt) oppure della pista di pattinaggio che arriva in piazza Menconi ormai da decenni e può essere collocata nella categoria vintage.

Facciamo finta di accettare la spiegazione che, siccome sono nuovi hanno diritto di sbagliare.

Parlo per l’ultima volta della vicenda della giostre e giuro solennemente che sarà l’ultima. Poi parlerò, per vostra sfortuna, di cose più serie.

E Trivelli, Martinelli, Raggi, Bruschi e soci si divertiranno molto meno..

Perché questa delle giostre di Natale è il tridimensionale della scemenza e del pressapochismo. Ma anche di una visione ottocentesca del tipo “diamo i giochini al popolo e noi pensiamo alla ciccia”.

Capitolo primo. Si parte con bandi e controbandi dove si prevede che chi vuole deve partecipare con regole precise. Assicurazioni, fideiussioni e si paga pure il suolo pubblico. Una genialata.  Abbiamo le giostre che compensano.

Capitolo due. Non partecipa nessuno e allora si scende a richieste più modeste. Venghino signori!

Capitolo tre. Guirardo Vitale dirigente onnicomprensivo bandisce e ribanda, sotto pressione del genio che ha pensato alle giostrine. Prima storiche, poi solo vecchie. Alla fine come viene viene. Come si dice dalle mie parti “Alla Barù”.

Così addirittura da Albenga arriva una giostrina  che dovrebbe tacitare tutti. Non è il massimo perché giace smontata giorni e giorni mentre i meccanici specializzati cercano viti bulloni e cavallini. Qualche scellerato (che condanniamo pubblicamente) addirittura ne smonta uno. Bruttissima azione. La peggiore che potessero inventare. Con il lavoro degli altri non si scherza mai.

Detto questo c’è però da spiegare come mai piattaforma e cavalli se ne sono stati in attesa per giorni e giorni mentre le mamme chiedevano apprensive:

«Ma quando inaugurate? Il meteo dice che farà freddo. Ci saranno temporali. I bambini vogliono andare a vedere Cars tre alla multisala. Il biglietto quanto costa?»

«Signora , lasciateci lavorare! Veniamo da fuori; stiamo aspettando il TIR. Poi si parte»

Però la giostra resta li. A Marina c’è perfino il Bruco giallo sulle rotaie ma a Carrara non si parte.

Ideona: se spostiamo Natale al 29 si può fare in tempo.

Però c’è anche chi si chiede: la giostra arriva da Albenga è di proprietà di Free Events. Però non fa parte del bando di Vitale. Quanto costerà? È tutto nel calderone degli oltre centomila euro che Martinelli e soci stanno spendendo? E allora il concerto del 31 chi lo paga? Stiamo nel budget? Menomale che qualcuno ha messo l’albero in piazza del Duomo altrimenti si andava alla messa di Natale al buio.

Ma torniamo alla principesca attrazione di Piazza Alberica. C’è qualche cosa che non torna.

I 5stelle avevano fatto scrivere nell’avviso pubblico che la giostra doveva essere operativa dall’otto dicembre 2017 fino all’otto gennaio del 2018. Un mese tondo ma forse resterà fino a carnevale. Comunque cerchiamo di non deludere i bambini (e i nonni) che pagano il biglietto: “la giostra storica” deve essere munita di codice identificativo di registrazione. Sono a carico del concessionario:- tutti i costi relativi all’allestimento, montaggio, smontaggio, manutenzione, pulizia dell’ area, allaccio alle linee elettriche.

Possiamo chiederci: siamo a posto con la concessione del suolo pubblico vista l’urgenza con la quale è stata contattata la ditta? Siamo a posto con il collaudo? E con la licenza temporanea? Ok anche per il collaudo annuale, ovviamente. NOproblem anche per l’assicurazione, la fideiussione a copertura di eventuali danni alla piazza come previsto nel bando?

Forse è per quello che non aveva risposto nessuno. Non per fare le pulci: ma gli avvisi pubblici con le norme stringenti sono andati a ramengo e si è cercato di rimediare affannosamente. Forse perché nella frenesia grilloVitale erano scritti un po’ a casaccio? Chissà!  Perché l’ unica proposta arrivata entro il 20 novembre 2017 era stata quella della signora Laura Pellegrini di Altopascio Lucca ma, essendo pervenuta senza la documentazione richiesta tranne che per una fotografia illeggibile il Presidente della Commissione, sempre Vitale, ha dovuto dichiararla formalmente non ammissibile.

Dunque formalmente niente pattini e niente giostre. Poi, magicamente, spuntano i pezzi della giostra. Come il meccano ma con i cavalli colorati di cento anni fa. A quei tempi di norme di sicurezza e di suolo pubblico non se ne parlava. Come oggi, del resto. Perché nella zona del montaggio non sono state collocate transenne o cartelli?. Evidentemente la vigilessa Micheletti non era stata avvisata.

L’avviso pubblico vale per i giochi: le divise sono esentate. Finalmente si partirà. Oltretutto i tecnici addetti al montaggio in albergo costano una baraccata di soldi. Spendono in anticipo i gettoni della giostra? O sono ospiti dell’Amministrazione?

Anche questa è una bella domanda. E c’è pure una risposta.

Siete in giostra, divertitevi. Attenti a non scivolare sul ghiaccio. O preferite il bruco sulle rotaie?

Lorenzo Marchini

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