Lezioni di pantano, ingresso al parco urbano

Muore anche il bosco urbano e i ragazzi cantano ” la raffo guarda in aria…  olè! “ Detriti e alberi stecchiti. Doveva essere il bosco del grillo è solo il simbolo dell’inefficienza e dello spreco. Come diceva il ragazzo della via Gluck “la dove c’era l’erba…  ora c’è un deserto” Strada sbarrata, macerie e degrado.

Ricordate il bosco urbano di Michelez Palma, De Pasquale e pochi altri?  Il Giardino dell’Eden di via Bertoloni realizzato a spese dei cittadini attingendo risorse direttamente dal blog si intristisce, soffre e non decolla.

La memoria, quando non è dannazione, è privilegio. Perciò rimando tutti a quanto già scritto. http://www.liberamente-ms.it/2017/11/23/le-piante-bosco-cappuccetto-rosso/ a proposito di questa geniale pensata.

Il web è una brutta bestia: ingoia tutto e non butta mai via niente. Però non è colpa sua se gli alberi muoiono e l’erba ingiallisce. Su quella pensata erano sbocciate barzellette e vignette condite da leggende metropolitane perché nessuno ha mai capito quanto è costato e, soprattutto, chi ha pagato. Tutti si interrogano sulle vere finalità del bosco: Anima verde o propaganda di regime? Militanza del giardinaggio oppure arte del “buttiamola la che qualcuno abbocca”?.

Sono passati diversi mesi dalla pomposa inaugurazione con assessori incartati nella tela cerata intenti a scavare buche per  l’oleandro e il baobab. Arriva la primavera e decido di andare a vedere come prospera la genialata di piantare un po’ di alberi a pagamento in mezzo ai calcinacci confidando nel miracolo. Hai visto mai che De Pasquale ne infila una?

A proposito: chi è l’assessore ai boschi? E quello alle canne? Di questi tempi sarebbe bene saperlo.

Per chi non dispone di Google Maps e vuole andare a piedi fornisco le indicazioni. Partendo da via Fiorillo in direzione monti, quando arrivi all’inizio di via Bertoloni giri a sinistra ed entri in via Bassa, giri a sinistra e poi al primo incrocio a destra. Percorri la strada in direzione monti, passi sotto il viadotto dell’autostrada fai ancora 100 metri e sulla destra trovi uno spiazzo con delle case a schiera. Se il navigatore ti pianta usi gli occhi e il posto lo riconosci per il pantano. In ogni caso sulla destra si vede un campo con le dune di detriti e sei arrivato al famoso “bosco urbano”. Per chi non ama la caccia al tesoro l’ingresso è anche da via Bertoloni, lato sinistro salendo da Marina; è più facile da trovare. Svolti a sinistra subito dopo la vezzosa casa turchese. Ma c’è un limite: una transenna che impedisce l’ingresso.

C’è un gruppetto di ragazzi che intona canta sull’aria della scimmia di Gabbani  “…lezioni di pantano, ingresso al parco urbano, la raffo guarda in aria olè! “. Non ho idea di chi sia questa raffo ma mi viene da imitarli.

Non puoi dargli torto. Vedi montagnole di detriti ricoperte dall’erbetta che stenta. Chiazze di sterpi. Pezzi di marciapiede arrivati chissà come, e perfino una specie di pretenziosa casetta del custode. O forse degli attrezzi. Sparsi in giro tubi di plastica, ferraglia e macerie. Addirittura la scala appoggiata al muro. Forse per scappare anche da questo rettangolo di incuria. Se conti le piante non sono le trecento annunciate pomposamente. Solo una trentina: una già seccata. Vuoi vedere che ha fatto la triste fine dei glicini del Campo Profughi? Vuoi vedere che il giardiniere li ha imbrogliati nella conta dei virgulti da mettere a dimora?.

In fondo c’era un po’ da aspettarselo. Scrivevano a ottobre testualmente

  • abbiamo scelto di usare per lo più piantine forestali, che otteniamo gratuitamente da vivai regionali, ma sono molto piccole (40/50cm) e completare alcune (una decina) di alberelli un po più formati a pagamento (1,5m/2m) e qualche arbusto (rosmarino, alloro, oleandri, ecc) per rifinire. Giusto per dare la sensazione che qualcosa sta nascendo
  • si sta completando il disegno/progetto per la disposizione, l’idea in voga al momento è quella di creare una sorta di “radura” centrale che potrà essere usata per qualche panchina o per far giocare bambini.
  • entro domani dovremmo riuscire ad ordinare le piante ai vivai;
  • abbiamo già una bozza di grafica da usare per stampa(?) social ed altro
  • per i prossimi anni vorremmo rendere l’iniziativa “strutturale” e quindi proporre al consiglio una delibera per dire all’amministrazione di fare un piccolo fondo per poter fare questa iniziativa ogni anno

Riassumendo.

Se qualche cosa sta nascendo non lo si vede proprio;

La radura centrale sarebbe quel pantano che si vede nella foto?

Avete anche le fatture delle piantine dai vivai? O ha pagato AMIA, cioè NOI? E sarà così anche per il futuro?

Per «iniziativa strutturale pensate ancora»  a una roba come quella di via Bertoloni o dobbiamo aspettarci di peggio?

Comunque tranquilli. Il consigliere che ballava alla fiera vegana canta già con Gabbani  “…lezioni di pantano,  ingresso al parco urbano,  la raffo guarda in aria olè! “

Appunto: Olè.

Lorenzo Marchini

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