Emergenza casa: 500 famiglie aspettano un alloggio. 110 appartamenti vuoti, solo tre assegnati

L’opposizione si compatta e i 5Stelle non la reggono. Massimiliano Bernardi denuncia “Basterebbe consentire interventi dei privati per cifre superiori e le case del Comune potrebbero essere assegnate immediatamente”. La gallina che canta non affitta case.

 A Carrara “Faremo tanto con poco” si è già tradotto in “facciamo niente ma cerchiamo di non farvelo sapere”.

Partiamo dall’emergenza abitativa. Numeri impressionanti. 500 (cinquecento) famiglie in lista per avere una casa dal Comune, almeno 110 appartamenti di proprietà del comune vuoti e solo tre assegnati nell’ultimo anno.

Così Massimiliano Bernardi (Alternativa per Carrara) convoca una conferenza stampa nella sala riservata ai gruppi consiliari, con la partecipazione dei capigruppo dell’opposizione. Vuole segnalare il segnale di un disagio sociale profondo che non si cura con i musei e le grigliate e che i bandi, tanto sbandierati, non riescono ad affrontare. Il tema della casa, delle assegnazioni degli alloggi e delle graduatorie è di competenza dell’assessore al sociale Galleni ed è stato più volte rilanciato da Bernardi che stavolta snocciola i numeri e accusa “il comune dispone di 110 alloggi vuoti molti dei quali potrebbero essere immediatamente assegnati. Basterebbero interventi che possono essere pagati per metà da ERP e metà dagli assegnatari che, contribuendo alle spese, potrebbero avere una casa. Ci sono due protocolli d’intesa fra comune ed ERP e Comune e LODE studiati per affrontare questa emergenza. Funzionavano benissimo e le case non rimanevano vuote. Ora, con la nuova amministrazione, è tutto fermo. Manca il tecnico che verifichi i lavori effettuati e, soprattutto la soglia di spesa ammessa per la ristrutturazione degli interventi è troppo bassa. I 16.500 euro che vorrebbe proporre l’amministrazione non permettono di rimettere in sesto un appartamento magari vuoto da tempo, ha bisogno d’impianti elettrici, porte, finestre e sanitari. Non dimentichiamo che chi chiede una casa al Comune lo fa perché non può permettersi di averne una in affitto da privati. Però con questi vincoli e a causa della scarsa attenzione dell’amministrazione, nell’ultimo anno sono state assegnate solo tre case. Ne restano vuote oltre cento. Un delitto, considerata l’emergenza. Ho chiesto al vicensindaco Martinelli di portare la soglia ad almeno ventimila euro altrimenti non si possono fare interventi adeguati e le case restano vuote”.

Per chi avrebbe dovuto prendersi cura di Carrara e dei Carrarini, soprattutto di quelli più fragili e bisognosi è una condanna senza appello.

Poi c’è anche la lettura “politica”.

Presenti alla conferenza il segretario del PD Gianluca Brizzi, Moreno Lorenzini, segretario del PRI e Andrea Vannucci di Carrara Democratica. Se non sono prove ufficiali poco ci manca. E il campanello suona in tutto il Palazzo.

Suona così forte che il Presidente del consiglio comunale manda un gentilissimo emissario per sapere che cosa ci fanno i consiglieri dell’opposizione nella sala riservata ai consiglieri e ai gruppi consigliari. .

Che poi i consiglieri di opposizione incontrino anche la stampa in casa del sindaco fa scattare l’allarme rosso.

In effetti, siamo alla paranoia. Il Comune è casa di tutti. Più è frequentato meglio è per tutti.

Dice Brizzi accompagnato da Cristiano Bottici «Molte volte l’opposizione ha offerto diverse vie d’uscita all’amministrazione, ma abbiamo ricevuto risposte sprezzanti e un rifiuto costante anche delle buone soluzioni. Una giunta che è rimasta in campagna elettorale e alla lunga può causare danni. La vicenda delle tariffe del marmo è emblematica: una delibera adottata e cancellata dopo pochi giorni e dopo aver respinto una mozione dell’opposizione che li avrebbe salvati. Oggi ci sono centinaia di famiglie in difficoltà».

Più che di politica si tratta di sensibilità sociale.

Vannucci la affronta da navigatore consumato «tra maggioranza e opposizione vediamo troppo spesso una puntigliosità personalistica. Portare a 20mila euro gli interventi ammessi può fare una grande differenza per poter assegnare le case. Non sono i tremila euro di differenza che possono diventare un ostacolo insormontabile.  Il novanta per cento degli alloggi ha bisogno di spese di ristrutturazione anche sopra i 20mila euro; si tratta di rendere vivibili e disponibili le case secondo standard moderni di abitabilità».

Chiude Moreno Lorenzini segretario del PRI «è un clima di ripicca deleterio per la città. Si può cambiare per fare meglio ma non è detto che tutto quello che c’è sia da buttare mentre sembra che si voglia ripartire da zero perdendo tempo a scapito dei cittadini».

Alla fine della conferenza stampa la maggioranza deve farsi delle domande.

Non solo sulle case sfitte e colpevolmente inutilizzate e nemmeno sui soldi che servono.

Semmai sulle capacità dell’assessore al sociale che pure di case popolari dovrebbe essere esperta.

Ma anche, e soprattutto, sul fatto che, dopo un anno, si trova di fronte l’opposizione compatta.

Una Photo opportunity o prove tecniche di coalizione?

Probabile la seconda. Molto probabile, a vedere il clima e le foto di rito.

Anzi, quasi sicuro, visto che c’è pure i consigliere che si affretta a mettere in diretta online le risposte dell’assessore Galleni Annalucia.

Secondo il vecchio adagio La gallina che canta su Facebook…… non affitta le case.

Lorenzo Marchini 

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