Aulla un anno dopo

Carta di Avviso pubblico, piscine di Quercia, rotonda, argine, scuole, Costa Rifiuti. Un anno di nulla. E pochi flash delle fototrappola..

In attesa delle serate del Premio Lunezia, costosissimo gingillo recuperato in coabitazione con il sindaco di La Spezia, l’amministrazione Valettini ha celebrato il suo primo anno di vita. L’Avvocato sindaco Roberto Valettini ha convocato il pubblico amico e i consiglieri di maggioranza per una doverosa celebrazione.

Tutti felici di esserci ed entusiasti sui rapporti amorevoli con l’amministrazione regionale. Tanto fraterni che la delegazione aullese, dopo un incontro con l’assessore all’ambiente Federica Fratoni si è augurata che “la regione” affronti il tema della Costa Rifiuti  di Albiano e delle autorizzazioni che ancora mancano con la necessaria trasparenza. C’è qualcosa che non funziona se un’amministrazione deve chiedere alla regione “trasparenza”. Forse c’è ancora chi ricorda i tempi in cui all’assessora non venne consentito di parlare in consiglio comunale ad Aulla appositamente convocato per ascoltare che cosa ne pensava, già allora,  la Regione della ditta. Un anno dopo il puzzo c’è ancora e le strisce sull’asfalto sono un po’ sbiadite tanto che nessuno le attraversa più se non per motivi strettamente personali..

Parlando di “trasparenza”, prima ancora che di buona amministrazione viene in mente la famosa Carta di Avviso Pubblico. https://www.avvisopubblico.it/home/home/cosa-facciamo/carta-di-avviso-pubblico/ il famoso impegno ad un’amministrazione virtuosa e trasparente. Accolto e inserito nelle linee programmatiche ancora non figura nel sito ufficiale del Comune come atto sottoscritto.

Forse una dimenticanza.

Ma per mettere una firma basta poco.

Dopo gli annunci delle fototrappola per gli indisciplinati dell’immondizia e dell’ingombrante è arrivato quello delle telecamere. Decine, centinaia di occhi che scruteranno i reprobi. Sperando che l’ambiente migliori rapidamente.

Vista la composizione della giunta e le caratteristiche dei suoi azionisti di riferimento non era difficile prevedere, già un anno fa, che poco sarebbe successo oltre la (pessima) ordinaria amministrazione.

Le famose piscine di Quercia sono un monumento al ritardo.

Un anno fa arrivò perfino il Ministro Lotti a visitare le piscine chiuse da anni. E chiuse ancora oggi. Promesse pubbliche di milionate in euro per riaprirle in un battibaleno e tutto è ancora fermo: immobile e immutabile. C’erano progetti e soldi. Restano i progetti e per i soldi si risparmia su altri interventi. Ma le piscine, un anno dopo,  restano chiuse.

La vivibilità del centro è agli occhi di tutti e il commercio soffre per le campagne di svendita di operatori che aprono ad Aulla negozi per mettere a saldo scarpe e ciabatte azzoppando il commercio locale.

Gli automobilisti sono inferociti quando si devono sorbire code infinite sotto il sole sulle Lame (è capitato anche a me per quarantacinque minuti) perché nessuno si occupa di una frana per la quale è installato un bel semaforo mentre , poco oltre, la famosa rotonda di Caprigliola è diventata una barzelletta. Di quelle che si raccontano nei bar quando sale la noia e le birre nn bastano più. Più inquietante la situazione dell’argine che dovrebbe difendere il quartiere Gobetti ormai caduto anche lui nel dimenticatoio. In un anno non sono stati spesi i soldi per mettere in sicurezza il ponte del Giordanello ma, in compenso, arriva il premio Lunezia. Tre giorni di gloria effimera: presentatori, presentatrici, madrine e vallette sono già dall’estetista. Ma Gianna Nannini se ne va a La Spezia. Aulla si consola  Magari agli artisti farà le fototrappole. In compenso lo scheletro del palazzo di viale Lunigiana resta com’era. Potrebbe (poteva?) essere utilizzato per ospitare i servizi dell’ASL. Ma degli infermieri è meglio non parlare e del miglioramento dei servizi territoriali se ne riparla a babbo morto.

Asportati al giusto prezzo i cumuli di rifiuti negli scantinati del comune non resta molto altro da fare.

Una frana?

Ce ne sono parecchie e qualcuna anche pericolosa.

Ci vuole un argine: magari anche una scogliera. L’importante che non arrivi la Corte dei conti.

Lorenzo Marchini

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