Stadio, scuole campo dei pini. Un paciugo!

Si ri-gioca a Pontedera. A Carrara lo stadio e le scuole vanno i (finalmente) in consiglio comunale. Non è più emergenza ma una catastrofe. Avete fatto un paciugo; Vannucci tranchant a De Pasquale «Le rivolgo un’unica domanda: Ma davvero non sapeva quello che stava succedendo?».  Soldi (forse) per i lavori e nessuna data per la riapertura dello stadio. Mille firme per il campo dei Pini e Paolo Cucurnia tuona “Aspettiamo i fatti”.

Se l’amministrazione monocolore 5Stelle avesse un po’ di dignità e di percezione del fallimento domani mattina, a mente (si spera) lucida, lascerebbe il campo senza prolungare l’agonia di Carrara. Soprattutto perché le notizie di oggi dicono che lunedì (22 ottobre) si ri-gioca a Pontedera.

Non si faranno un esame di coscienza perché, malgrado i fallimenti evidenti e le dimostrazioni di incapacità e inadeguatezza non rinunceranno al lauto stipendio. Per chi non era presente è sufficiente ascoltare la registrazione del Consiglio comunale di lunedì 14 che è fin troppo chiara. https://www.youtube.com/watch?v=dOpksXKNcsY

È durato qualche ora ma è un buon esercizio soprattutto per chi li ha votati.

Se il Sindaco, l’assessore ai Lavori Pubblici, l’Assessore allo Sport e l’assessore alla Pubblica Istruzione (leggasi scuole) avessero la percezione del fallimento politico e amministrativo avrebbero già “sbarazzato” le scrivanie tornando a quello che hanno dimostrato di saper fare nella vita.

Grazie a Lorenzo Lapucci che ottiene di accorpare e discutere separatamente i due temi (Scuole/Campo dei Pini e Stadio) si comincia con la protesta dei genitori della Taliercio. Anche se le altre, a partire dalla Marconi, sono un problema serio.

I fatti sono noti a tutti ( di stadio si parla da un mese e di scuole da un anno) e serve poco a ricordarli.

Il consiglio comunale si tiene con otto giorni di ritardo dopo un goffo e timoroso rinvio, per parlare di una catastrofe che tutti conoscono e in molti ormai ammettono apertamente. La platea ribolliva ma le immagini delle telecamere 5Stelle sono rivolte solo sul sindaco, che apre flebile e timoroso, e sui consiglieri comunali.

Bei tempi quando la stampa era convocata per fotografare le magliette del pubblico.

Mai telecamere sul pubblico che affolla la sala. Come mai? Eppure c’era tanta gente e non certo ben disposta. Dai tifosi della Carrarese ai genitori della Taliercio ai Marinelli, che vogliono difendere il Campo dei Pini.

Così apre Carlo Lamperti, per il Comitato genitori della Taliercio che interviene, per la terza volta, «per poter nuovamente far sentire con forza la propria voce, unendosi ad un coro di critiche e durissimi attacchi mossi contro l’amministrazione in questi ultimi mesi. La presentazione dell’imponente piano di edilizia scolastica, il suo totale fallimento, nonché l’integrazione al POC relativa all’area di Villa Ceci, hanno causato spontanee petizioni di protesta da ogni parte del Comitato Genitori e, dal settembre 2017 e dal trasferimento della Doganella presso la primaria Gino Menconi ad Avenza, nulla è stato fatto o è cambiato, cosicché bambini ed insegnanti sono tornati silenziosamente ai propri posti per affrontare un nuovo anno scolastico nelle medesime condizioni di quello precedente. Ciò ha dimostrato e confermato, innegabilmente, il totale disinteressamento del sindaco e della sua giunta circa le problematiche evidenziate in tutti i modi dai genitori e docenti, ignorati e traditi, memori della promessa ricevuta di riportare la scuola Doganella a Marina di Carrara in tempi brevi”. Poi viene anche la condanna politica, Il Comitato Genitori Taliercio e il movimento sorto in difesa del Campo dei Pini hanno deciso di promuovere una petizione popolare per dire un NO secco alla delocalizzazione delle scuole su Viale Da Verrazzano ed alla conseguente demolizione del campo dei Pini, richiedendo la riqualificazione ed eventuale ristrutturazione/ricostruzione delle strutture lì dove sono state edificate. Imponendo la ricerca di un coinvolgimento popolare la necessità di fornire informazioni precise e fondate, si pone il problema di rispondere alla più semplice e spontanea delle domande: “perché? Cosa si vuole realizzare a Villa Ceci?”. http://www.voceapuana.com/carrara/politica/-no-allo-spostamento-delle-scuole-in-viale-da-verrazzano-13268.aspx

Resta da capire se la trasparenza e il coinvolgimento dei Cittadini siano ancora previsti o se siano stati aboliti in questi quindici mesi di governo 5Stelle. Propenderei per la seconda: aboliti.

Il Presidente del Comitato ha riportato l’affermazione dell’assessore Raggi dopo il suo intervento. “E’ inutile che veniate in consiglio tanto facciamo quello che ci pare”.

Al momento non si leggono smentite ufficiali; tranne flebili “aggiustamenti”. Una smentita sarebbe utile perché il Presidente del comitato continua “quando questa bomba scoppierà a livello nazionale saremo noi a dire a lui «è inutile che vieni a dirci quello che volevi fare perché noi lo abbiamo già fatto» Il Comitato intanto invita l’amministrazione comunale a voler finalmente chiarire quali siano i reali progetti sull’area delle scuole di Via Marco Polo, smentendo, se possibile, i gravissimi sospetti di speculazione edilizia. Lo sta facendo da mesi ma se le risposte sono queste c’è da preoccuparsi seriamente. http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/03/01/news/i-nostri-bambini-devono-tornare-nel-parco-ceci-1.16541185  E il capogruppo 5 Stelle non è né chiaro né rassicurante nel suo intervento. Ascoltatevelo.

Paolo Cucurnia, grande penna, che da mesi si batte civilmente per restituire ai marinelli il campo dei Pini è breve durissimo «Io parlo a nome di mille cittadini che hanno firmato una petizione per restituire il campo a Marina! Io non mi aspetto una risposta: mi aspetto i “fatti”. Noi ci abbiamo sperato e , con voi, invece di andare avanti siamo andati indietro. Non avete fatto niente! Niente. L’idea di smantellare il campo dei Pini è un obbrobrio. Io non so che interessi ci sono sotto e non mi interessa. Lei sindaco parlava di semplicità. Il Campo dei Pini è  sempre stato un punto di aggregazione dove persone come Bill hanno dato ai ragazzi, per decenni, la possibilità di fare calcio e fare sport»

Oltre all’obbrobrio del Mediterraneo Marina non potrebbe sopportare anche la cancellazione del Campo dei Pini.

Applausi: bravo Paolo!

Poi si passa allo stadio Dei Marmi ancora chiuso.

Un Cittadino tifoso chiede semplicemente: ci dite quando riaprite e quando potremo andare in tribuna?

Ah saperlo!

Prima ci sarà la presentazione del progetto. Vedremo. Ma di sicuro lunedì 22 si ri-gioca a Pontedera.

Roberta Crudeli (capogruppo del PD) in Consiglio è precisa e dettagliata ma chirurgica e politicamente durissima. «Avete cercato di buttare la palla in corner e di dare le colpe a quelli di prima. Avevate annunciato il cambio di passo che da un anno e mezzo non c’è stato». Poi è spietata nell’accusa «Vi siete dimenticati di dire che avete ricevuto lo stadio agibile! Sindaco De Pasquale, lei ha lasciato i tifosi fuori dello stadio e nei tredici mesi precedenti ha invece ignorato la situazione. Sul maquillage del manto erboso preciso che nello stadio si gioca a calcio. Era necessario rifarlo. Sono stati spesi i soldi necessari per uno stadio di proprietà della Città. Nel 2013 la Carrarese decise di rinunciare al contributo che le veniva dato dal comune per investire il contributo nel rifacimento del manto erboso. Nemmeno un euro in più ha tirato fuori l’amministrazione». Lavati e stirati. «l’intervento è stato finanziato con il credito sportivo senza aggravi. Il mutuo è in corso di adempimento utilizzando il contributo che veniva dato alla Carrarese e se oggi si può giocare è grazie a queste scelte”.

Conclusioni di Roberta Crudeli «Sarebbe  bastato, Sindaco, assumersi le responsabilità e chiedere scusa». Senza chiamare in causa altre autorità. Facile e dirsi. «Come al solito avete cercato di scaricare le responsabilità sugli uffici. Lo avete fatto per le tariffe della tassa marmi e vi siete ripetuti». Non è una novità.

«È trascorso un mese e nessun progetto è stato redatto per questo i tifosi non hanno assistito nemmeno alla partita con il Novara Se si fosse lavorato durante l’estate lo stadio sarebbe aperto. Perché dopo trenta giorni non avete redatto o comunicato pubblicamente il progetto? Come ritiene di avere garantito la sicurezza ai tifosi durante il periodo in cui lo stadio è stato aperto al pubblico in attesa dei lavori che non avete ancora fatto?. Perché avete ignorato le comunicazioni dei vigili del fuoco? È in grado di darci la data entro la quale lo stadio verrà riaperto scongiurando la radiazione della Carrarese Calcio dal campionato di serie C? Dobbiamo ringraziare i tifosi per il senso di responsabilità che hanno dimostrato.  Oggi avete chiesto scusa. Un atto dovuto. Ma non si vedono assicurazioni sull’apertura dell’impianto.

Massimiliano Bernardi ripete che il sindaco vuol fare il “fenomeno” con i tifosi. «Ci sono persone che dedicano la loro vita alla Carrarese. Dovete avere il massimo rispetto per loro. Di fenomeno ne abbiamo uno: gioca in serie A con la Juventus e il sindaco ha dimostrato in questa vicenda assoluta incapacità di assumersi qualsiasi responsabilità politica e amministrativa» poi affonda «Speravo che il sindaco, dopo la chiusura delle cave nascosta alla politica, avesse capito la lezione. Avete ricevuto uno stadio agibile e sicuro che oggi è chiuso. Potevate firmare le deroghe. Ho il sospetto che non sapevate nemmeno come era fatto lo stadio»

Andrea Vannucci sulle mancate risposte e sullo stato dello Stadio è devastante e utilizza anche il colto vernacolare “ma come si fa a non ammettere che è stato fatto un “paciugo”? basterebbe che il sindaco facesse si o no con la testa” poi va anche oltre «non è normale leggere sul giornale di un sindaco che dice “io di questa cosa non so niente, è un fulmine a ciel sereno” è un’affermazione che fa trenare le vene ai polsi. (testuale) perché c’è un carteggio pubblico lungo un anno.. Sindaco, guardi che è Lei il capo dell’Amministrazione».

Dicesi “paciugo” https://dizionari.repubblica.it/Italiano/P/paciugo.html

Andrea Vannucci lo dice, con l’ironia che lo distingue ma è peggio che se lo urlasse. Una condanna in Cassazione. «Si dia un’occhiata intorno perché di questi infortuni ne succederanno un’infinità» Poi chiude «Le rivolgo un’unica domanda «Ma davvero non sapeva quello che stava succedendo?».

Fine della prima parte. Delle altre ore di consiglio che hanno visto sindaco e assessori sulla graticola se ne riparla domani: ci cose perle che non possono essere nascoste.

Non si tratterà di “abominevole narrazione” politica come è stato detto dopo 1 ora e 30 di consiglio comunale, ma, semmai della mozione di Lorenzo Lapucci sulle inadempienze dell’amministrazione sulla politica scolastica e per “sapere e chiarire per quanto tempo gli alunni trasferiti delle scuole di Via Marco Polo  saranno costretti a seguire le lezioni didattiche in una situazione di emergenza in edifici sovraffollati privi dei servizi base quali palestra e sala mensa”.

Della Marconi e dei lavori annunciati e dei ponteggi se ne parla a parte.

Lorenzo Marchini

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