Teatro. Sindaco se ci sei batti un colpo. E le giostrine di Natale?

Sergio Menchini entra in scena e propone una Fondazione Guglielmi. Massa (e Carrara) sono due città senza teatri e senza cultura. Ma anche (e soprattutto) senza chiarezza sulle scelte urbanistiche e culturali. Apertura Animosi? Chissà! Domanda: «È pronto il bando per le giostrine di Natale?»

Dopo avere amaramente verificato, la settimana scorsa, che l’urbanistica di Persiani è la stessa di Volpi (Alessandro) che aveva approvato il Regolamento Urbanistico ma non si era salvato elettoralmente oggi Sergio Menchini (Alternativa Civica a Massa) affonda ancora il colpo.

Menchini, da grande avvocato quale è, evita la rissa sul Lavello dove malgrado le “visite” ufficiali di consiglieri assortiti e parlamentari in missione, il puzzo persiste e i cittadini sono passati al “fai da te”.

Menchini evita anche di tornare sull’urbanistica. Troppo facile infierire. Lo ha già detto in campagna elettorale e lo ha ripetuto per gli addetti ai lavori ( non solo). La pagheranno il territorio e i cittadini.

Sergio Menchini, candidato sindaco con Alternativa Civica e non eletto, ma determinante per la vittoria di Persiani, attacca il sindaco di Massa dalla porta dove entra il suo elettorato: la Città e la Cultura. L’Identità e le Opportunità.

Teatro chiuso.

La stessa cosa, anche se con toni diversi, sta succedendo a Carrara con gli “Animosi”. Due Città che si contendono il primato delle chiusure dei cinema e dei teatri. Un record negativo come pochi.

Così Menchini politico e avvocato lucidissimo, ci va giù duro «Sindaco, se ci sei batti un colpo!»

Però, da fine conoscitore della materia oratoria, non si ferma all’attacco politico e sferra il pugno allo stomaco .

Facciamo nascere la Fondazione Guglielmi, un soggetto il cui unico socio sia il Comune di Massa, che abbia il compito di promuovere la cultura a 360 gradi, utilizzando risorse, che possono arrivare da tanti soggetti, i privati, le donazioni, i fondi europei, veicolandole dove più c’è bisogno. Non c’è da inventarsi niente: lo fa Forte dei Marmi, con la Fondazione Bertelli, e ci sono decine di esempi in tutta Italia”.

L’idea potrebbe attecchire anche a Carrara dove, peraltro, era stata lanciata almeno dieci anni fa e dove , oggi, il Comune (di Carrara) con un assessorato butta decine di migliaia di euro dalla finestra senza un progetto e senza nessuna strategia che non sia quella di arrivare alla settimana prossima.

Lo stesso invito che Menchini rivolge a Francesco Persiani (sindaco di Massa) può essere valido per il Francesco di Carrara che aveva promesso di riaprire il teatro Animosi in un battibaleno e in quindici mesi non ha battuto chiodo.

Animosi e Guglielmi sono sotto sequestro.

Un destino tragicamente comune per il teatro e per il teatrino della provincia.

A Massa (bene dirlo) c’è una giunta in carica da cinque mesi (con promesse improvvide), ma a Carrara  la giunta c’è da giugno 2017 e non ha battuto chiodo.  Non solo per gli Animosi..

Nemmeno uno: stadio chiuso, Garibaldi chiuso, Politeama chiuso. Mulino Forti sbarrato. (grazie a Simone Scagnetti per la foto degli Animosi che spiega tutto). 

A Carrara comunque ci sono i concertini per violoncello e le mostre fotografiche da ventimila euro con sottofondo musicale.

C’è da accontentarsi.  .

Sindaco, sulla cultura, se ci sei batti un colpo“. Dice Menchini a Massa. Ma vale tragicamente anche di qua dalla Foce.

«Teatro Guglielmi ancora sotto sequestro e chiuso al pubblico, in attesa di lavori di messa in sicurezza, che non partiranno prima di febbraio 2019 e che costeranno circa 200 mila euro. Il teatro Guglielmi non riaprirà prima di un anno,  la stagione di prosa è stata annullata e non potrà essere totalmente sostituita da una stagione dentro il teatro dei Servi, senza quinte, con soli 114 posti a sedere; abbiamo perso un sacco di tempo, e ci ritroviamo una città senza teatro e senza cultura. Ma – ricorda Menchini – non è un problema sorto in questi mesi».

Meglio avere una Fondazione che si occupi seriamente di cultura visto che Persiani e soci sono distratti dallo spray al peperoncino «attirerebbe capitali privati e garantirebbe appoggio alle attività culturali del Comune di Massa, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo economico e civile della comunità locale, sostenendo l’innovazione, il turismo e valorizzando l’immagine dei beni culturali. Massa godrebbe di uno strumento che non è fine a se stesso ma potrebbe diventare motore di sviluppo per il marketing territoriale e fare di Massa una città della cultura e un centro catalizzatore di ricchezze e opportunità, di cui abbiamo tanto bisogno».

A Massa almeno si discute.

A Carrara prepariamo il bando per le giostrine di Natale?

Lorenzo Marchini

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