Malacosta, Malacosta.  Che frana! Per Aulla un consiglio straordinario.

Maria Grazia Lombardi,  Monja Brunelli e Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio chiedono una seduta straordinaria entro il 15 novembre. Domandano “Perché abbiamo dovuto leggerlo sui giornali?”. Amministratori a giudizio. Ballano 375mila euro. E la Carta di Avviso Pubblico?

Il 22 novembre si terrà l’Udienza Preliminare fissata a seguito della richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Massa, relativamente alle contestazioni della frana di Malacosta di Aulla, conseguente l’alluvione dell’ottobre 2010. La notizia è apparsa ben visibile sui giornali preceduta da una serie di articoli nei quali venivano anticipati nomi, fatti e imputazioni.

L’Amministrazione comunale e il sindaco Valettini, ad oggi, non hanno fornito né informazioni in merito al procedimento né alla linea di  condotta che sarà adottata dal Comune.  Il peccato non è veniale così l’opposizione ha depositato, assieme a una lunga interrogazione,  una richiesta di convocazione del Consiglio comunale ex art.24 del Regolamento. Non è la prima volta ma, in questo caso Maria Grazia Lombardi, in qualità di Capogruppo di Idee in Comune, congiuntamente ai colleghi del proprio gruppo, Monja Brunelli e Filippo Coppelli, e del gruppo  #AvantInsieme per AULLA, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio che hanno sottoscritto la richiesta per adesione e in qualità di co-presentatori.

Cinque Consiglieri bastano per il numero legale previsto dal regolamento per avere (entro 20 giorni a partire dal 16 ottobre) un consiglio straordinario dedicato interamente alla  vicenda Malacosta che va ben al di la della frana  che è già diventata “motu proprio” un caso politico.

E che caso!

Prima di tutto: perché già il 20 settembre i quotidiani  avevano pubblicato la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Massa nei confronti delle precedenti amministrazioni e di alcuni dipendenti comunali in ordine alla contestazione dei reati di truffa, abuso d’ufficio e falso riguardo ai lavori in “somma urgenza” effettuati dalla Amministrazione Comunale sulla frana di Malacosta a seguito di piogge e temporali avvenuti nel mese di ottobre del 2010.

La notizia sarebbe stata già sufficiente per una comunicazione in consiglio comunale o in altra sede ufficiale (capigruppo) tenendo conto che l’Amministrazione Valettini ha sottoscritto la “Carta di Avviso Pubblico” impegnandosi ad un’assoluta trasparenza degli atti e dell’attività degli amministratori. Oltretutto, dicono i consiglieri di opposizione, il 21 settembre la stampa ha pubblicato anche i nomi dei 17 indagati. Da questo si desumeva che, a differenza di quanto affermato in precedenza, l’attuale amministrazione non è, purtroppo, completamente estromessa e che, tra gli altri, risultavano citati nel provvedimento di fissazione di udienza preliminare anche il progettista e direttore dei lavori e la ditta esecutrice dei lavori, tutti individuati e incaricati in via diretta secondo la procedura di “somma urgenza”. Negli stessi articoli di stampa veniva riferito che la Procura della Repubblica aveva individuato quali persone offese il Comune di Aulla, la Regione Toscana e ARTEA. Tutti avevano ricevuto, fin da giugno, (secondo la stampa) gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari in merito ai lavori di somma urgenza del 2010 per la frana di Malacosta.

La puntigliosa ricostruzione dei fatti firmata da  Maria Grazia Lombardi,  Monja Brunelli e Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio dice che all’inizio del 2018 la Regione Toscana comunicava al Sindaco di Aulla che entro 30 giorni avrebbe provveduto alla attivazione della procedura di revoca del contributo di €375.200,00 concesso per la realizzazione dell’intervento a seguito dei controlli effettuati Sviluppo Toscana il 4 dicembre 2017.

Secondo il verbale “il sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria del fascicolo tecnico e di tutta la documentazione in originale relativa all’intervento oltre che il sequestro dell’area, hanno reso impossibile verificare gran parte di quanto richiesto dal sopralluogo in oggetto”.

Il verbale del 20 dicembre 2017 si afferma che “il sequestro non rende possibile visionare o acquisire ulteriore documentazione tecnica e verificare: Il corretto adempimento degli obblighi in materia di informazione e pubblicità previsti dal Reg. (CE) n.1828/2006, artt. 8 e 9 ed in particolare l’esposizione della targa attestante il finanziamento; La corretta destinazione ed utilizzo dei beni acquisiti con il contributo concesso, secondo quanto previsto nella domanda di sostegno, nel progetto finanziato e nell’atto di assegnazione del contributo”. Segue lungo elenco di mancanze.

È anche vero, dicono i consiglieri di opposizione, che dalla data della fissazione dell’udienza preliminare il Comune è stato nella effettiva possibilità di accedere agli atti di indagine ed è anche vero che il Comune, seppur ne fosse stata a piena conoscenza fin dal sopralluogo di Sviluppo Toscana , non ha mai reso edotti i Consiglieri Comunali in merito alla grave problematica dell’avvio della procedura di revoca del contributo di €357.200,00”.

Dunque, dicono i consiglieri, poca trasparenza e nessuna informazione. Considerato anche che pare che sia la ditta esecutrice sia il progettista siano già stati pagati.

In sintesi: se si deve restituire il finanziamento su chi ricade la spesa?

In consiglio l’’opposizione sarà intransigente e  pretenderà massima chiarezza. Anticipa anche le domande:

  • Quali sono le intenzioni dell’Amministrazione a seguito dell’eventuale revoca del contributo regionale?
  • se e da quanto tempo era a conoscenza delle vicende;
  • se e quali iniziative ha intrapreso;
  • se, viste la gravità delle conseguenze di quanto sopra, il Sindaco ha già intrapreso o ha intenzione di intraprendere, azioni in relazione a quanto denunciato ed emerso;
  • se il Sindaco, e la sua Amministrazione è intervenuto o intenda intervenire presso i competenti organi del Tribunale di Massa, per conoscere la situazione giudiziaria del procedimento penale e avvalersi delle prerogative di legge considerato che, oltre al personale del Comune, sono coinvolti anche privati, i quali hanno presumibilmente percepito compensi finanziati con fondi regionali, che potrebbero essere revocati e che, quindi, saranno a carico del Comune di Aulla, che dovrà eventualmente restituirli alla Regione, con evidente danno per le casse comunali.

Non sono domande banali e serviranno risposte puntuali.

L’opposizione si presenterà compatta e agguerrita esigendo risposte precise e puntuali. 357.000 euro sono un argomento serio.

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