Art Bonus? Viva il Verdi.

A Carrara si deve guardare oltre le poltrone. Restituire i “luoghi” alla cultura. Manca un progetto e una visione. La Marmoteca dell’Accademia è un esempio di raccolta fondi seria. I Socialisti “sul Politeama: sindaco come Pinocchio” sprecati soldi per l’effimero natalizio. CARMI e Michelangelo? Compratevi un libro.

Passato capodanno con il concertino nella piazza affollata da “millantati spettatori”, la cultura a Carrara si riduce a “una colletta da 60mila euro per rivestire le poltroncine del teatro Animosi” ancora chiuso dopo  quasi due anni di Amministrazione De Pasquale.

L’annuncio di voler usare l’Art Bonus (legge del centro sinistra approvata nel 2014) per rifare il velluto delle poltroncine e comprare qualche filo della luce non ha scatenato l’entusiasmo da Maracanà. Semmai qualche battuta al vetriolo.

Il rimprovero è: questa giunta “vola basso” pensa a impagliare le sedie , programmare è un’altra cosa.

Non è una novità: si sapeva.

Propone una riflessione seria Francesca Taliani, sicuramente competente per studi e curriculum. Professore di Anatomia Artistica e Membro del Consiglio Accademico dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Ha tutte le carte in regola per intervenire con autorevolezza e credibilità.

Scrive che l’intenzione è «indubbiamente lodevole, ma mette in luce anche evidenti limiti» e sottolinea come sia «sconcertante scoprire  che il teatro non si possa riaprire per la mancanza di 60mila euro per cui risulta difficile credere che quelli siano i veri problemi soprattutto dopo gli interventi di ristrutturazione realizzati negli anni passati. L’Amministrazione di Carrara ha scoperto l’Art bonus che peraltro è già stato utilizzato recentemente per restaurare la Marmoteca dell’Accademia di Belle Arti inaugurata peraltro con scarsa attenzione dell’Amministrazione Comunale. L’intervento di restauro, realizzato dall’architetto Paolo Camaiora, risultò il progetto vincitore del Premio Art Bonus 2018 ed ha superato importanti progetti come quello che interessava il Colosseo che partecipava assieme a tanti altri». Dunque niente di nuovo sotto il sole, semmai da ricordare che per la Scala, l’Arena di Verona, il Regio di Torino i privati hanno donato decine di milioni per interventi di grande respiro.

Per non andare lontano anche Pisa e il suo teatro (Verdi per l’appunto) ne hanno beneficiato largamente.

Così Francesca Taliani lancia un appello a ragionare, a “volare alto” anche se sa bene che non tutti nascono aquile. Comunque spera che «progetti sostanzialmente minimali come quello delle poltroncine, non servano a sviare l’attenzione da altri inadempimenti e disattenzioni di chi amministra verso strutture di aggregazione e “luoghi” della cultura».

Ecco la proposta: usare lo strumento Art Bonus per recuperare il teatro Verdi.  «Il teatro Verdi, inserito nella struttura del Politeama, chiuso da anni, testimonia la carenza di una visione ampia che non guardi solo al giorno per giorno e non si limiti a fare il compitino, perché la cultura ha bisogno di programmazione e le strutture in grado di accoglierla hanno un ruolo determinante. Malgrado le promesse elettorali nulla si è fatto per restituire il teatro alla città considerato che è stato per quasi un secolo il simbolo della Carrara dove la cultura era una realtà» perciò «potrebbe  essere arrivato il momento per mettere in campo un grande progetto che guardi al futuro, aprendo una raccolta di fondi per riportare il Teatro Verdi  a disposizione dei carrarini attraverso importanti donazioni private che consentano di acquistarlo e ristrutturarlo per dare una nuova e vera opportunità a Carrara che è città colta, che merita questa opportunità» sperando che gli «imprenditori, che stanno effettuando imponenti investimenti in tutti i settori, dall’accoglienza alla balneazione, vogliano concorrere generosamente». Purtroppo, in passato, gli inviti furono lasciati cadere nel vuoto.

Sobbalza sulla sedia il consigliere 5Stelle Cesare Bassani che ribatte «Troppo comodo lamentare che “la cultura ha bisogno di una visione”. Troppo comodo affermare di puntare a un grande progetto facendo finta di non conoscere gli infiniti problemi del Politeama, che non sono soltanto trovare il denaro, quanto venire a capo di problemi ben più gravi, come quelli strutturali».

Risposta dettata più dalla pancia politica che dalla testa razionale, così si prende “il lesso” da Leonardo Buselli del PSI, che dice «Sul Politeama il sindaco ha fatto come Pinocchio: promesse e impegni dimenticati» con una diagnosi medica semplice «i 5Stelle soffrono di due disturbi: le amnesie e la sindrome da Pinocchio ai quali si somma un evidente strabismo, che li portano a reazioni scomposte e prive di raziocinio. A precise contestazioni per l’annuncio di voler raccogliere pochi spiccioli per rivestire le poltroncine del Teatro Animosi, si registra solo l’imbarazzata risposta di un consigliere comunale alla ricerca di un momento di gloria dalla quale si nota solo approssimazione, scarsa memoria e tanta frustrazione per il nulla fino ad oggi concluso. Non c’è un progetto culturale serio che parta dal recupero e dall’utilizzo coerente dei “luoghi” della cultura. Nulla abbiamo visto, a parte qualche inverecondo Muro delle Idee e desolanti concerti di Capodanno con millantati spettatori  sulla scena di un costosissimo festival dell’effimero».  Buselli ricorda a Bassani che «la Villa Fabbricotti è stata ricevuta in omaggio grazie al lavoro di “altri” e che gli attuali amministratori si sono limitati a pitturare due stanze e ad organizzare il buffet d’inaugurazione con ostriche e champagne, non certo in stile da reddito di cittadinanza, e dopo aver apposto per i posteri in un’improponibile targa con il nome del sindaco e dell’assessore alla cultura».

Si, questa della targa di marmo con i nomi di De Pasquale e Forti, sembra un filino esagerata.  Ma poco  poco…..

La miglior recensione del CARMI? “Volete sapere tutto su Michelangelo? Andate a Firenze (oppure comperate un libro). Liberamente http://www.liberamente-ms.it/2018/06/04/volete-sapere-tutto-su-michelangelo-andate-a-firenze-oppure-comperate-un-libro/

Sul recupero del Teatro Verdi ripetizione di concetto semplice ad uso degli amministratori: «occorre un progetto di grande respiro per acquistarlo e restituirlo alla città. Si può fare con una raccolta di fondi privati che coinvolga tutte le componenti economiche e sociali di Carrara».

La conclusione è fulminante e torna alle “amnesie funzionali” di sindaco e consiglieri. «Di questa possibilità siamo convinti come lo era il sindaco De Pasquale quanto due anni fa (3 marzo 2017), arringava le folle a nome dei 5Stelle affermando che “Il nostro obiettivo è restituire ai Carraresi il Politeama, un bene pubblico destinato alla cittadinanza come stabilito dal rogito Attuoni. Per far ciò il Comune dovrà appropriarsi del teatro perchè solo in questo modo si potrà accedere ai finanziamenti pubblici per i lavori necessari al ripristino. Dopo la vittoria alle elezioni, entro il primo anno di amministrazione ci impegneremo a definire la situazione e le conseguenti azioni individuate” .Noi non soffriamo di amnesie, ma sembra che, passati ben due anni, sia il sindaco ad aver cambiato idea dimenticando gli impegni, forse prendendo atto che amministrare è cosa un po’ diversa dallo strillare. Comunque sia Francesca Taliani ha individuato un tema e un percorso. Siamo certi, verrà preso in considerazione da quella parte di città a cui sta a cuore il rilancio di Carrara nonostante la manifesta indifferenza dell’attuale Amministrazione».

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