La pasta con il bruco e la prova del cuoco.

Non siamo seri e proviamo a scherzare sulla minestra con il cavolo e le barriere culturali di Carrara. Parliamo di mense e mettiamola sul ridere. Dunque nessuno si scandalizzi per la contaminazione. Meglio una puntata speciale di MasterChef  o della  Prova del Cuoco?.

Da secoli gli Occidentali non amano ritrovarsi esseri viventi a più zampe nel piatto, tranne quando si parla di aragoste o altri prelibati crostacei di cui dimenticano sempre la provenienza evolutiva (sono parenti prossimi degli scarafaggi). Gli Europei Occidentali , in genere, stentano ad accettare le abitudini alimentari di popoli cresciuti a pane e camole.

Forse è per questo che il Sindaco di Carrara, ha sorriso preoccupato ma non è sobbalzato alla notizia della presenza di piccoli vermi nella pasta della mensa scolastica. Cose che capitano. Vero che un po’ di genitori si sono lasciati prendere dall’ansia ma sono passati i tempi delle invasioni in cui in consiglio comunale volava il lardo.

Comunque se consulti Google scopri che l’evento si ripete.

Vero anche che l’opposizione si era impuntata. Cristiano Bottici e Lorenzo Lapucci, per niente tranquilli e hanno chiesto spiegazioni.

Vero che ormai, il Mainstream accetta il superamento culturale dei vecchi pregiudizi e così anche se ufficialmente rifiutata da molti la variante “con verme” della pasta ha superato lo sbarramento dell’orrido. Perciò i consiglieri incalzano. Non se ne compiace Sindaco di Carrara, sia chiaro, ma in fondo questa innovazione del bruco nella minestra tanto detestata dai puristi dell’italian food non sembra da buttare nel lavandino come molti istintivamente farebbero.

Insomma, anche la minestra col bruco ha i suoi estimatori. Come sempre il Web si scatena. http://www.ilcuoioindiretta.it/castelfranco-s/item/63162-vermi-nella-minestra-toti-non-escludo-rescissione-del-contratto-arriva-il-consulente-esterno-a-vigilare-sulle-cucine-le-paure-dei-genitori-in-un-esposto.html

Favorevole o contrario?

Da capire la posizione di qualche esponente di spicco dei 5Stelle di Carrara, come Michele Palma, presidente del Consiglio (comunale), che si è dichiarato vegano senza se e senza ma.

Perché il bruco, si sa, anche se vive sulla verza, resta un “animale”. Magari sono solo barriere culturali

Tanto convinto il grillino medio che ha salutato con entusiasmo la prima (e sciaguratamente unica) fiera vegana organizzata a Carrarafiere. Se ne attende l’edizione aggiornata come il Vegano attende una valutazione costi/benefici. E anche di sapere chi ha pagato i costi. Ma il vegano, soprattutto se consigliere, sa che Il termine definisce, in positivo, sia chiaro, la Persona che ha deciso di eliminare dalla propria alimentazione tutti gli alimenti di origine animale. Per la proprietà transitiva e la legge di Murphy anche i Vermi non sono “vegetali”. Il vegano rinuncia alla maglietta di lana, al “chiodo” di pelle, alla sciarpa di seta. Lo chiamano stile di vita.

Dunque perchè dovrebbe accettare il vermetto (non il vermicello) nella scodella?

Non si può nemmeno fare una degustazione a tema  “minestra con il verme”.

L’opposizione non ha affondato il cucchiaio dalla paura di essere chiamata a verificare.

E se poi ti obbligano al bis, come pare qualche fanciullo abbia richiesto?

Comunque, il Sindaco  che non nega di essere un cultore della minestra, non ha mollato di un centimetro.

Pare il ragionamento sia : Dobbiamo essere aperti e inclusivi: se c’è un ospite ben venga.  Anche a dodici zampe.

Sperando che nessuno proponga, per il prossimo anno scolastico, il “formaggio che cammina”.

Comunque  il dibattito è aperto.

Illazioni, esagerazioni, bieca propaganda delle Opposizioni ideologicamente contrarie.

Insomma una specie di MasterChef  alla Carrarina.

Intanto i genitori vogliono sapere. Le mamme sono apprensive, le nonne scatenate, le zie vigilano sulla lattuga.

Incontro molto partecipato.  Meno male che pare che quando qualcuno lo ha segnalato “ molti bambini lo avevano già mangiato! All’esito delle analisi condotte valuteremo il ricorso a sanzioni alla ditta che ha in gestione l’appalto, come previsto dalla convenzione. Alle famiglie dei bambini non sarà addebitato il costo del pasto per la giornata in cui si è registrato il disagio. Per il futuro l’amministrazione si impegna a intensificare il monitoraggio sulla qualità dei pasti.

E per quelli che avevano chiesto il bis? Come si dovrà comportare l’ Ufficio Scuola? E una bella domanda!”

C’è sempre il parere del tecnologo alimentare del quale (come sottolinea Lapucci) Carrara è ben dotata.

Ovviamente presenti al gran completo i referenti a partire dal presidente del comitato mensa cittadino (5 stelle) e i rappresentanti della ditta che ha in gestione il servizio mensa.

«È stato accertato che si è trattato di una criticità legata al non corretto lavaggio di alcune verze».

Qui si chiude il dibattito scientifico. Mancando un esemplare non si può nemmeno indagare più di tanto sulla provenienza.  Consiglio per il futuro su come prevenire l’inconveniente https://www.coltivarelorto.it/ART/T3/0002art0011ba.html

«L’azienda sanitaria USL Toscana Nord Ovest ha immediatamente effettuato un controllo presso il centro cottura dove vengono preparati i pasti e per fortuna non ha rilevato irregolarità» ha riferito il primo cittadino. Pare che ci siano andati anche i NAS e vedremo cosa diranno loro !

Al di là dell’episodio in questione, il sindaco ha comunque garantito l’impegno dell’amministrazione a mantenere i riflettori accesi sul servizio: «Intensificheremo il confronto con il comitato mensa, l’organismo composto dai genitori che periodicamente testano e valutano i pasti serviti nelle scuole. Anzi auspichiamo che questo organismo sia sempre più partecipato, per avere un costante monitoraggio del servizio»

Sul servizio nulla da dire. La commissione Istruzione/Sanità ha esaminato poco tempo fa i risultati dei sondaggi sul livello di soddisfazione delle famiglie, dalla quale sono emerse valutazioni positive sul servizio offerto. Pare sia stata una delle poche attività svolte dalla Commissione la cui Presidente, Serponi, è stata messa sotto accusa dall’opposizione per scarsa produttività. Comunque «Sappiamo che le pietanze pre-cotte non sempre incontrano il gradimento dei ragazzi: attraverso la commissione vogliamo capire se e come possiamo migliorare il servizio offerto».

Tutti tranquilli? Caso risolto? Baco debellato?

Non proprio .

Si dice che tra i genitori dei bambini che di alcune scuole che  hanno disertato la mensa (q Fontana, Frezza e Nardi) circoli l’idea di evitare ai figli il pasto scolastico nel giorno di rientro pomeridiano. Quanto ci sia di vero lo scopriremo solo vivendo.

In tutta questa vicenda l’unico sconfitto è il vegano illuso di mangiare minestra punto e basta.

Abbiamo scherzato ma non sono sempre bachi.

Teresa Pellegrinetti.

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