Da Bandiera a Business. Il volo cremato dei 5Stelle a Carrara

 Lorenzo Lapucci si prende un cartellino giallo via PEC perché vuole trasparenza sui centri di costo. Coì il  Forno crematorio, dopo le cave e il porto, è diventato la solita inversione grillina. Prima contestato poi fiore all’occhiello (ma senza occhiello). E guai a chi protesta. Le Cremazioni sono segreto di stato?

Chi non ricorda le polemiche di due anni fa sul Forno Crematorio di Turigliano?. La querelle dura da anni e il fuoco divampa perché i 5Stelle di Carrara sono stati a lungo contrari. Salvo cambiare parere. Come Pizzarotti con l’inceneritore a Parma. Erano scatenati mentre il centrosinistra che amministrava sosteneva una struttura e un servizio che in altre città è una cosa semplicemente “normale”. Fabrizio Volpi,, presidente di Apuafarma che lo aveva costruito, spiegava che era (ed è) sicura, utile, e in grado perfino redditizia. Negli ultimi mesi Lapucci (conigliere di Forza Italia) era andato duro sul tema.

Per chi pensa alla decrescita felice per quelli che sono contro la TAV, contro le TRIV, erano contro ILVA e per la dichiarazione dei Beni estimati patrimonio pubblico con una delibera della Giunta oltre che del secondo giro per la minestrina con l’ospite, il Forno Crematorio  era bestemmia. Ora è tutto derubricato a peccato veniale semplice. Una robetta da autoassoluzione senza passare dal via.

Si consumò una campagna elettorale surreale contro il Forno Crematorio e i grillini di Carrara “sfondarono” alla grande fra i residenti intorno al cimitero. Sembrava che, sul forno una volta saliti a palazzo civico, mettessero una pietra tombale. Ma, si sa, il grillo è volubile. Quello che ieri non si poteva oggi diventa un’opportunità. Domani non si sa.

Così il presidente (attuale) di Apuafarma, Cimino si lanciò a suo tempo in annunci ufficiali. http://www.funerportale.com/news/forno-crematorio-di-turigliano-ms-via-alle-cremazioni-n1189 . Turigliano apre a inizio 2018.(meno male, aggiunge chi scrive)

Ma non finisce li. I residenti, ormai (quasi) ex grillini non ci stanno e denunciano i fumi.  Parlano di diossina e vogliono controlli https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/08/21/news/crematorio-il-comitato-insiste-chiediamo-altri-controlli-1.17173525 . Eravamo in estate. Ma intanto il Forno va. E solleva i cittadini di Carrara e dintorni da penosi trasferimenti in Città dove la cremazione avviene, da sempre, senza polemiche.

Comunque il corpo a corpo è stato (e sarà), senza esclusione di colpi.

Le contraddizioni politiche sono evidenti: Prima prometti sull’onda del “si dice”, poi non mantieni la promessa di chiuderlo. Ma il business è business e arriva addirittura ARPAT a dire che “compagni non ci avete capito una minchia: le emissioni sono sotto la norma”. Tutto OK: E si va sul TGFuneral24.it  che rassicura tutti https://tgfuneral24.it/2018/06/16/emissioni-dal-forno-crematorio-di-carrara/. La sigla non è un granchè ma fatevene una ragione. Poi arriva il liberi tutti: anche ARPAT ha detto si. Non ci sono pericoli. Emissioni a norma..

Sminata l’ira dei residenti resta la politica che ha altri parametri. Lorenzo Lapucci, consigliere di Forza Italia che non avendo un passato nelle beghe del dibattito su forno e cremazioni, la mette sui “numeri” dove si sa che i grillini (Toninelli docet) quando devono ragionare su costi/benefici raggiungono vette liriche.

Lapucci era partito secco “quando De Pasquale e Martinelli stavano all’opposizione “come consiglieri comunali, non perdevano occasione per  manifestare la loro contrarietà alla costruzione del forno crematorio e promettevano battaglie in nome dell’ambiente, contro il possibile inquinamento dovuto alle emissioni”. Lapucci, del resto, era sempre stato critico perciò attaccava Sindaco e vice sindaco “Quando si sono trovati ad amministrate la città, con il forno crematorio  realizzato, ma non ancora funzionante, hanno cambiato registro e, conti alla mano, con un abile escamotage hanno affermato che il  forno  doveva essere immediatamente acceso per iniziare la sua funzione”.

Oplà, la capriola è servita. Anche se lo hanno costruito “gli altri” meglio avere un Crematorio in funzione anziché nulla. Magari riusciamo anche a far credere che lo abbiamo fatto noi e qualcuno abbocca.

Poi Lapucci, sempre lui, aveva cercato di fare due conti sui famosi costi/benefici e aveva chiesto lumi ad Apuafarma convinto che il forno crematorio produca un “attivo”. Volgarmente: si guadagna.

Ma quanto e da quante cremazioni? Non è una domanda banale perché prima si parlava di aprire ai soli residenti (circa 450cremazioni/anno) poi si scopre che per raggiungere il pareggio ce ne vogliono di più.

E se si guadagna? È un’azienda, del tutto legittimo che guadagni. “Ma – chiede il solito Pierino/Lapucci – chi fa i conti e quali sono i costi?. C’è un capitolo specifico?”. Insomma, è banale amministrazione.

Apriti cielo: si va da un “lei non sa chi siamo noi!!!” “che siamo la discontinuità” (difficile avere continuità nella cremazione), fino alla poetica risposta di una consigliera che si risente perché Lapucci (a febbraio) chiede i conti Testuale « Stupisce infine che il consigliere richieda dati di fine 2018 a meno di due mesi dal termine dell’esercizio quando ancora non sono disponibili dati consuntivi di bilancio». Una buona amministrazione dovrebbe averli in tempo reale, come dicevano i grillini quando facevano opposizione a prescindere .

Sul tema hanno disquisito tutti e quando parlano in troppi significa che la base borbotta. Dal consigliere (di Apuafarma) che non conosce Lapucci ma gli sembra di capire che Lapucci non ha capito, e comunque i “suoi obiettivi sono lontani dai nostri”. Ebbè!

Questa si che è logica stringente. Si deduce, dal numero di interventi, che ci sono tre consiglieri di amministrazione di Apuafarma (ma non si doveva azzerare tutto?) e c’è bisogno di qualcuno che spieghi e argomenti.

Parlano tutti: un gorillaio. Manca solo il custode di Marcognano. Ecco i fiori della corona per chi vuole leggere. http://www.voceapuana.com/carrara/politica/crematorio-scontro-sui-dati-lapucci-irricevibili-apuafarma-assurde-contestazioni-16497.aspx

Domanda: Non poteva bastare una risposta secca del sindaco? Tipo «Gli incenerimenti sono stati tot. Oppure X+Y=Z».

Comunque il consigliere va valere i suoi diritti e scrive una PEC, ottiene un po’ di numeri, li squaderna e li rende pubblici sulla sua pagina Facebook dove li abbiamo scaricati. Lettera e risposta.

Apuafarma gli comunica che le cremazioni in un anno (dal 19 gennaio 2018) sono state 1.054 di cui 566 di Carraresi. Gli “altri” erano forestieri. Però ribadisce che non è disponibile una contabilità specifica. Insomma, il “crematorio” non è considerato come si direbbe tecnicamente un “centro di costo”, ma rientra nella grande contabilità dei servizi cimiteriali. SE guadagnasse(forse si), alle tariffe praticate sarebbero un bel po’ di soldi, forse alcune centinaia di migliaia di euro. Per un impianto nato fra le polemiche dei residenti e contestato dai grillini all’opposizione è un bel risultato. Lapucci lo scrive e si prende un bel cartellino giallo.https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/politica/2019/02/lapucci-diffidato-da-apuafarma-ma-il-fatto-non-e-reato/ . E’ convinto che « il Tempio  Crematorio è utilizzato dai vertici di Apuafarma come bancomat per raggiungere gli equilibri finanziari aziendali». Leggendo il bilancio magari si capirà.

Una bella ammonizione via PEC per aver divulgato il numero delle cremazioni e denuncia  il tutto perché vede limitata la sua libertà di espressione avendo « operato legittimamente sia nell’ottenere la disponibilità di quegli atti in ragione del diritto di accesso riconosciuto ad un consigliere comunale, sia nel ritenerli svincolati da qualsiasi segretezza in assenza di una specifica normativa che li qualificasse come segreti». E chiarisce «Non credo che il numero delle cremazioni sia da considerarsi  un Segreto di Stato». Comunque l’ Azienda  stessa li aveva pubblicati a mezzo stampa lo scorso 2 febbraio. Dunque «diffida insensata e paradossale». A leggerla bene…..

E qui viene la delicatezza dell’intera vicenda perché, sostiene Lapucci, «una Società Partecipata  sotto il controllo del Comune di Carrara come Apuafarma non può controllare e sanzionare un politico che esercita le funzioni  previste dal suo mandato. Credevamo che con la Commissione congiunta  di Giovedì 14 febbraio l’Azienda avesse raggiunto l’ apice di inefficienza dichiarando la mancanza di una contabilità analitica (centro di costo) del Tempio Crematorio. Pare che al peggio non vi sia limite. La precaria struttura amministrativa denunciata dal Presidente Cimino, infatti anziché applicarsi sul rapporto tra costi e ricavi del Forno Crematorio , ha preferito  perdere tempo a diffidare il sottoscritto». Politici e manager con la memoria corta, che hanno dimenticato il dato relativo al numero minimo di cremazioni necessario al pareggio finanziario dell’investimento è scritto nel verbale del Consiglio Comunale del 31 gennaio del 2018. Dunque, conclude «nulla ci può più  sorprendere dell’ Amministrazione 5 Stelle» visto che « la politica ambientalista di cui il Movimento 5 Stelle faceva una bandiera in campagna elettorale  si è trasformata in business!».

In ogni caso la storia continua. Cremazione, interramento o loculo? Io sarei per la prima.

Prossima puntata l’istituzione del ”Centro di costo”?

Se non ci si incenerisce prima.

Lorenzo Marchini

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *