Monoblocco esplosivo A Carrara Sanità fa rima con trasparenza e partecipazione.

Mobilitazione spontanea per difendere l’ospedale di Carrara. Appello al sindaco in consiglio comunale “dica ufficialmente che è contrario all’abbattimento”. Sull’argomento “No comment”.

Da mesi il Monoblocco, Centro Polispecialistico Monterosso,  non è più un ospedale ma il simbolo di una sanità gestita (male) da boiardi e mandarini che, con l’aiuto delle “manine” diligenti di politici e amministratori come minimo “distratti”, prendono decisioni “ad minchiam” sopra la testa dei cittadini che, nel loro piccolo fanno come le famose formiche.

Quello che, oggettivamente manca, è la trasparenza sui processi decisionali e l’informazione ai cittadini. Basterebbe il minimo sindacale: dire quello che si sta facendo spiegando perché. Carenza grave soprattutto da parte di chi nasce con lo “streaming” e amministra con i fogli coperti e le mani sotto il tavolo.

I fatti dicono che l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, si lascia scappare che la Regione ha intenzione di radere al suolo il Monoblocco per costruirne un altro. Senza spiegare con quali tempi, con quali soldi e, soprattutto, “con chi” ha concertato una soluzione che, comunque la guardi è leggermente, ma solo leggermente, fuori dal solco.

  • Perché l’Ospedale è un “bene comune” al quale i carrarini dal monte al mare, sono affezionati. Se lo sono costruito, non l’hanno ereditato da nessuno.
  • Perché, causa una sconvolgente carenza di comunicazione, l’annuncio viene fatto senza dire con esattezza che cosa si farà e con quali tempi. A occhio e croce sarà un poli-ambulatorio, non certo un Ospedale;
  • Perché il Monoblocco dovrebbe ospitare, da anni, una serie di reparti e servizi che l’ASL non ha mai voluto spostare. Senza dimenticare la Scuola Infermieri che resta ostinatamente “fuori città”.
  • È quasi obbligatorio pensare che se questi reparti al Monoblocco in dieci anni non sono arrivati non arriveranno mai, tantomeno con un nuovo (piccolo) ospedale.

Per difendere quel poco di sanità ancora difendibile a Carrara ci sono state fiaccolate, dimostrazioni di piazza e mobilitazione generale.

Erano altri tempi.

Poi viene la riflessione “politica”. Concreta.

Pensare di demolire l’ospedale a pochi mesi dalle elezioni regionali più difficili e complicate della storia recente, appare un po’ avventato. Per non dire autolesionistico.

I motivi sarebbero da trovare nella legislazione antisismica. Da anni esiste uno studio (pare serio), mai reso pubblico, che però non avrebbe come prima e unica opzione l’abbattimento dell’Ospedale.

Semmai l’alleggerimento della struttura. C’è una bella differenza fra essere obbligati e poter valutare varie ipotesi.

I primi a prendere carta e penna sono i Socialisti, addirittura a maggio, che sparavano a zero “lo studio sulla vulnerabilità del Monoblocco risale a dieci anni fa e i successivi studi di fattibilità offrivano più soluzioni progettuali da verificare anche alla luce delle tecniche di intervento più avanzate. Il Sindaco di Carrara si è limitato ad aprire una polemica con chi aveva reso pubblica la notizia senza prendere nessuna posizione come sua abitudine e senza fornire spiegazioni plausibili neanche ai consiglieri comunali. C’è da rimanere sbigottiti per un problema così importante trattato con una semplificazione disarmante. Non occorre essere dei raffinati esperti per dedurre che con una spesa così limitata sarebbe possibile realizzare, al massimo, un poliambulatorio con spazi nemmeno lontanamente paragonabili agli oltre diecimila metri quadrati che oggi sono necessari per assicurare prestazioni e servizi ai cittadini. In considerazione della colpevole inerzia degli ultimi anni, ASL, Regione e Comune devono assumersi le loro responsabilità rendendo pubbliche tutte le informazioni disponibili relative ai tempi di progettazione, ai tempi di realizzazione e all’esatto ammontare delle risorse necessarie fornendo puntuali assicurazioni che le attività oggi erogate a Carrara non verranno penalizzate”. Passano mesi e il fuoco cova sotto la cenere fino a quando si alzano le fiamme.

In prima linea c’è il Comitato Primo Soccorso e Urgenza che si batte per il mantenimento dell’ospedale. https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/cronaca/2019/09/il-monoblocco-non-si-tocca-comitati-chiedono-posizione-forte-contro-demolizione-ospedale/  Prima sulla stampa e poi, con Poalo Biagini che in consiglio comunale chiede al Sindaco De Pasquale: “dica ufficialmente che è contro l’abbattimento”. Parole chiare tecnicamente e politicamente anche a nome di altri comitati come il Comitato Salute Pubblica Massa Carrara e il Gruppo “Cittadini attivi in difesa del Monoblocco ricordando che “Grazie alle attuali tecniche ingegneristiche è possibile garantire la ristrutturazione a norma antisismica, e risolvere eventuali problemi statici magari riducendo di due piani (come già si è fatto). È perciò lecito porsi una domanda: perché oggi ASL propone la demolizione del Monoblocco non rispettando gli impegni presi con la nostra comunità?  Ci sono altri impegni “personali e di interessi” alla base di questo nuovo indirizzo? Le chiediamo pertanto una sua chiara dichiarazione contro la demolizione e a favore della ristrutturazione. Le chiediamo anche di pretendere che i servizi territoriali che servono i cittadini dell’intera provincia, non solo di Carrara, rimangano e siano potenziati all’interno del Monoblocco. Non vogliamo svendere un patrimonio collettivo come il Monoblocco e non vogliamo rinunciare ai servizi di sanità pubblica a favore di una sanità privata. Noi Cittadine e Cittadini impediremo, con tutti gli strumenti e le risorse a nostra disposizione, che altri, ASL e/o decisori politici, commettano simili scellerate operazioni”.

Il Sindaco non si esprime.

Magari non ha ancora letto gli atti.

Ma l’opposizione pressa con rudezza.

Massimiliano Bernardi non le manda a dire e “abbiate la sensibilità politica di zittire le esternazioni fuori luogo e fuori tempo della Presidente della Commissione Sanità Elisa Serponi Non si può governare una città fregandosene dell’abbattimento del Monoblocco e contemporaneamente chiedersi perché è stato chiuso il bar al suo interno. I grillini hanno spostato il baricentro del governo, e il silenzio/assenso sull’abbattimento del Monoblocco ne è l’ulteriore prova. Per questo non mi fido del Sindaco De Pasquale ma nemmeno dell’Assessore Saccardi e del Presidente Rossi” Parla di “ scelte scellerate che cancellano una parte della nostra storia” perchè “ in questi due anni di Amministrazione grillina nessuno dei 5 Stelle si è preoccupato di vigilare sulla realizzazione degli interventi già finanziati”.

Carta canta e infermiere dorme.

Comunque Bernardi consiglia la consigliera Serponi: invece di auspicare che l’ Asl ripristini il servizio bar, non perda tempo a convocare una bella Commissione sul tema abbattimento del Monoblocco” Pare che, ad oggi, nessun consigliere sia stato messo ufficialmente al corrente in Commissione.

Ormai il movimento per il Monoblocco è un fiume in piena e, malgrado qualche “volenteroso” si sbraccia sommessamente per tenere bassi i toni e non creare “disturbi istituzionali” sempre Paolo Biagini, Presidente del Comitato primo soccorso e urgenza prende carta e penna per scrivere pacatamente ma formalmente al sindaco di partecipare “all’incontro tra ASL e Amministrazione annunciato per il 24 settembre, proprio “facendo seguito all’intervento in Consiglio Comunale del 17 settembre a tutela della Sanità pubblica e del mantenimento dei servizi essenziali presso il Monoblocco Centro polispecialistico “A. Sicari”, da potenziare non certo da abbattere” Ovviamente intende partecipare “insieme a rappresentanze sindacali e civiche all’incontro con i vertici ASL e i Primari operanti nel Monoblocco programmato per il 24 settembre alle ore 14,00 presso la Casa Comunale”.

Il sindaco risponde: Comitati, sindacati e Cittadini non sono ammessi. Punto. https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/cronaca/2019/09/tavolo-tecnico-su-destino-del-monoblocco-sindaco-vieta-partecipazione-del-comitato/

Eppure la direttrice dell’ASL, Casani, più avveduta degli amministratori, aveva lasciato aperto più di uno spiraglio. È la prima a rendersi conto che abbattere un ospedale qualche problema lo crea.

Ma ci sono anche altri seri problemi. Il primo è quello della trasparenza e della partecipazione.

Così Fiorella Fambrini (già vice sindaco a Carrara) prende carta e penna e denuncia “ Mai avrei creduto di dover assistere a questa ridda di indiscrezioni e di fughe in avanti che mettono in discussione tutto: non solo il Diritto alla Salute della Collettività a Massa Carrara, ma anche la serietà e la competenza di chi amministra, oltre alla Trasparenza e alla Rendicontazione verso Cittadine e Cittadini, che hanno il sacrosanto diritto di esigere garanzie per la loro Salute. Non a parole e con documenti scritti disapplicati ma con tutti i Servizi ed il Personale necessari. Per questo ci sarò anch’io martedì 24 settembre 2019 alle ore 14,00 sotto la Casa  Comunale, volendo essere con la Comunità che ha diritto di ascoltare e valutare che cosa attiene alla sua Salute. Nell’epoca della politica in streaming pare strano che qualcuno si meravigli della richiesta del Comitato di assistere, con rappresentanze varie, a un incontro di Soggetti pubblici che dibattono di Salute Pubblica. E’ assurdo e contraddittorio con il principio di Cittadinanza attiva”.

Roberta Crudeli, capogruppo del PD anche nella precedente Amministrazione ricorda che “Il progetto del Centro Polispecialistico “Achille Sicari” ha guardato al futuro, all’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione potenziando e migliorando l’assistenza alle malattie croniche e alle fragilità sociali dovute all’invecchiamento della popolazione che richiedono l’esistenza di strutture in grado di rispondere direttamente sul territorio ai bisogni della cittadinanza e che non possono e non devono essere collocate all’interno dell’ospedale per acuti.” Ricordando che “siamo in attesa della relazione tecnica definitiva per capire quale sia la soluzione migliore, ma credo sia fondamentale ribadire che è indispensabile che la popolazione sia adeguatamente informata e coinvolta nel percorso decisionale con momenti di incontro e confronto per condividere tutte le iniziative”.

I Socialisti, a mezzo stampa rilevano che “qualche cosa si muove” se dall’ASL fanno sapere che il Monoblocco è un “patrimonio” e pare se ne renda conto anche la Regione, anche se da parte del Sindaco c’è solo “mutismo”.

Un po’ poco per chi predicava “trasparenza”, “honestà”, “democrazia” e “partecipazione” annunciando referendum e democrazia diretta anche nella scelta della pagnottina del fornaio.

Facile che domani, alle 14, e anche prima, in piazza 2 giugno ci siano Cittadini che ancora credono nei diritti, nella trasparenza dei processi decisionali.

Ci saremo e vedremo.

Lorenzo Marchini

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