Dal marmo statuario al legno di pino. Nuove forme di scultura.

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La parabola di Carrara città del marmo che spende per scolpire i tronchi scampati alle motoseghe. È una iniziativa ludico didattica?.

La delibera della giunta comunale parla di 10.500 euro da spendere per realizzare “Numero 7 sculture lignee qualificanti per il territorio comunale aventi per oggetto animali del cielo, della terra e del mare in chiave ludico didattica”. L’arido burocratese fa scatenare l’inferno su web e giornali.

Perché a Carrara, vedere trasformata via Venezia in una succursale della Pusteria, genera prurito spontaneo.

Infatti i pini dai quali trarre “sculture lignee” sono quelli sopravvissuti alle motoseghe che ne hanno abbattuti, recisi alla radice, decine in tutta Marina di Carrara. Una specie di ecatombe delle verdi chiome a ombrello che sono il tratto distintivo del litorale.

I grillini hanno partite aperte con i Pini.

Quando possono li tagliano.

C’è chi parla di politica del disboscamento, ma è la solita opposizione che la butta in … politica.

A ondate li sostituiscono in quattro balletti con palme whashingtonia di origine messicana a tratti si affidano al leccio.

Prima o poi scenderà in campo anche il platano canadese..

Dipende dal giorno, dalla strada e magari anche da chi ci abita.

A volte prevale la riflessione del tipo “che cosa diamo alla plebe?”  e allora il pino diventa materia di scultura.

Ma a  Carrara, regina del marmo statuario, il pino scolpito fa un po’ senso.

C’è chi, come Riccardo Canesi, ambientalista di lungo corso, non si limita a un “verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere” aggiungendo asciutto “E’ una follia di cattivo gusto”. https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/ce-n-e-anche-per-cecco-a-cena/2021/04/0-h/

E c’è chi, come Filippo Arrighi, socialista marinello DOC, nota che, dopo avere sperperato soldi con il Muro delle Idee (fu un assist clamoroso alla sbertucciata popolare) ci si aspettava un abbandono della costosa estemporaneità compulsiva che piace nei salotti. https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/politica/2021/04/psi-carrara-da-citta-del-marmo-statuario-al-simposio-del-legno-di-pino/

Una transizione, inaspettata, dalla millenaria cultura del marmo a quella del legno di pino che porta Carrara dallo status di Città dello statuario a Città del legno (di pino).

Qualcuno aggiunge che è una “carta disperata dell’originalità”, un Muro delle Idee 2.0, che dovrebbe rispondere ai rimproveri sulle inadempienze grilline che stanno iniziando l’ultimo giro di pista.

Forse quei 10.500 euro si potevano impiegare meglio, considerato che c’è chi soffre maledettamente la crisi.

Quello che sconcerta i socialisti di Marina “di questa grottesca iniziativa è l’idea di spostare successivamente le “opere d’arte”, realizzate dai maestri intagliatori del pino, all’interno della pineta intitolata al Capitano Francesco Menconi, a eterna memoria dello spirito bizzarro della giunta grillina che prevede addirittura di installare anche una serie di manufatti in cemento ed è molto probabile che il tratto su cui si svolgerà la performance dei maestri intagliatori, resterà transennato e parzialmente chiuso al transito: ottima idea in vista della stagione estiva che vedrà l’area privata di decine di parcheggi e percorribile solo parzialmente”.

Una volta tanto tutti d’accordo. Questo colpo di motosega si poteva evitare https://www.voceapuana.com/politica/2021/04/09/sculture-di-legno-coi-monconi-dei-pini-di-via-genova-bordate-contro-il-comune-di-carrara/40852/

Resta da spiegare, ai marinelli e non solo, perché decine di pini sono stati tagliati in Viale Colombo in piena estate e sostituiti da palme, in pochi giorni, fra le proteste di cittadini e ambientalisti, perché i pini di via Prampolini sono stati segati rasoterra mentre venivano realizzati nuovi marciapiedi, mentre i mozziconi “artistici” resteranno al loro posto, come una foresta pietrificata in attesa di diventare sculture lignee con vista sulla campagna elettorale 2022.

È una lettura “ludico didattica’?

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