IMM Carrara Vendo la palazzina Serve un progetto

Due o tre cose su IMM. I conti conosciuti da pochi, il futuro senza idee. Annunciata una ulteriore perdita, incomprensibile e inaspettata soprattutto in termini di entità.

La notizia ha fatto rumore. L’amministratore unico della Internazionale Marmi e Macchine e CarraraFiere, Francesco Amedoro, firma e pubblica sul sito ufficiale della società un avviso pubblico per la manifestazione di interesse all’acquisto del CENTRO DIREZIONALE.

La notizia è fragorosa per Carrara, non tanto per gli immobiliaristi di complemento quanto per la (si fa per dire) “politica” che sulla situazione di IMM si era espressa spesso e a volte anche rudemente chiedendo, come si dice in gergo “i conti” cioè i bilanci che mancano ufficialmente dal 2019.

Era il mondo prima del COVID, quando ancora si facevano fiere e si vendevano boccali schiumosi.

Ciascuno legge l’articolo sparato a tutta pagina seguendo il proprio filo logico a parte i dipendenti che (educatamente ma con fermezza) fanno presente che a questa società, un tempo vanto della città, qualcuno deve mettere mano, facendo ordine e risorse ma, soprattutto definendo un progetto gestionale a medio termine che stia in piedi.

Escluso, per evidenti motivi, che venga affidato a chi l’ha gestita in questi anni di amministrazione grillina.

Interviene il Sindaco De Pasquale.

Il Sindaco De Pasquale, dopo aver letto i giornali, sussurra burocraticamente che “E’ una situazione che si inserisce in un quadro in cui le difficoltà strutturali della società sono state complicate dagli effetti della pandemia e dal conseguente stop forzato a tutte le attività fieristiche”. Nemmeno il ministro del tesoro confuterebbe queste ovvietà, ma le cose erano già “complicate”.

Poi si sbilancia: la messa in vendita dell’immobile va “nella direzione voluta da Regione Toscana che, nell’agosto del 2020 si impegnata nel rilancio della società di cui è azionista (di minoranza) indicando che CarraraFiere/Imm restasse soggetto pubblico e garantendo la disponibilità a stanziare risorse“.https://www.voceapuana.com/attualita/2021/04/28/imm-mette-in-vendita-una-palazzina-del-centro-direzionale-il-sindaco-la-situazione-resta-delicata/41601/

Ovviamente “risorse” adeguate ad un “buco” che nessuno conosce visto che i bilanci degli ultimi due anni non sono a disposizione del popolo che potrebbe perfino eccepire su qualche spesa e un po’ di costi.

Domanda: ma dal 2017 ad agosto 2020, fino agli impegni assunti da Enrico Rossi, allora ancora presidente, il comune, azionista al 40,8% e socio di maggioranza con la Regione al 36% che fa fatto per evitare la catastrofe? Che cosa hanno fatto assessori e super manager ben trattati?

Poi Francesco De Pasquale, forse inavvertitamente, cala due carichi da undici “la volontà dell’amministrazione toscana di puntare su una nuova governance, che non fosse espressione diretta del territorio apuano” e soprattutto mette un carico a traverso “una società che negli ultimi 5 anni ha chiuso i bilanci in perdita e che nel 2019, nonostante l’indirizzo dell’amministrazione comunale, ha comunicato una ulteriore perdita, incomprensibile e inaspettata soprattutto in termini di entità”. C’è quasi da rimpiangere quando si parlava di meno di un milione? https://www.voceapuana.com/politica/2018/10/27/alla-imm-una-perdita-di-un-milione-incapacit-amministrativa/13539/

Dunque, contando le carte come a briscola: la Regione non ha alcuna fiducia in questa amministrazione visti i risultati e i conti sono ancora peggiori con una “perdita incomprensibile e inaspettata soprattutto in termini di entità”.

Anche al mitico Bombarda verrebbe da chiedersi: «Ma dove stavano assessori alle partecipate, collegio sindacale, super manager superpagati, quando il Sindaco dava “indirizzo” di non fare perdite? O non sono stati nemmeno a sentirlo o non sono stati in grado di evitare una “perdita incomprensibile e inaspettata soprattutto in termini di entità”.

Morale: o se ne vanno i manager che non “recepiscono” gli indirizzi del povero sindaco o se ne va il sindaco. Probabilmente fra un anno.

Ma sui bilanci si discute da tempo.

Invano.

Intervengono anche Assindustria, Confartigianato, PSI e Lega.

Matteo Venturi, presidente degli Industriali sottolinea pacatamente, ma con fermezza che “se chiediamo un piano industriale vero e serio a livello regionale sembrerebbe utile che non siano assunte decisioni prima che sia chiaro dove Regione e Comune vogliono portare IMM. Serve un serio piano industriale che guardi al futuro a medio e lungo termine che utilizzi anche le misure previste dal governo e dal Next Generation UE e che IMM sia inserita in un progetto complessivo a livello regionale per il rilancio delle attività fieristiche”.

C’è chi si limita ad osservare che un piano di rilancio affidato a qualcuno che, come dice il Sindaco, ha fatto una “perdita incomprensibile e inaspettata soprattutto in termini di entità”.

E, comunque, c’è sempre l’Argegna…….

Leonardo Buselli, segretario del PSI di Carrara, consigliere comunale di lunghissimo corso, non accetta la “messa in vendita del Centro direzionale che è il “cuore” e il simbolo del complesso fieristico, al “miglior offerente”, anche se con una procedura fumosa. L’alienazione di un bene pubblico di grande pregio architettonico è ancora più sconcertante perché non è dato di sapere né chi ha assunto la decisione né chi, a Carrara, può averla condivisa e avallata visto che il Comune è il socio di maggioranza”.

Insomma, spieghi il Sindaco, i motivi di una scelta che priva la Città di un “bene comune”, definizione tanto cara a 5Stelle e famiglia” mentre “è evidente che la situazione finanziaria è degenerata per responsabilità di un’Amministrazione chiacchierona, incapace di affrontare i problemi.

Una situazione incresciosa che colpisce, prima di tutto i dipendenti in cassa integrazione e senza alcuna seria rassicurazione preoccupati per la mancata approvazione del bilancio 2019, l’assenza di un serio progetto di rilancio.

Pesa come un macigno la sciagurata decisione dei 5Stelle di abolire la Fiera Carraramarmotec, annunciata a Verona con grillini in comitiva: un fallimento senza attenuanti, una catastrofe che richiederà anni per poter essere sanata.

Ora è il momento di essere seri e consapevoli del problema che non è solo di bilanci sciagurati.

È dal 2017 che queste cose erano chiare. Scritto nero su bianco, http://www.liberamente-ms.it/2017/10/09/conti-imm-carrarafiere-carraramarmotec/

È necessario riflettere, subito, prima che i danni diventino irreversibili, sull’importanza del complesso fieristico, sulle sue potenzialità, sul ruolo che ha avuto e su quello che potrà avere, in uno scenario diverso, per il rilancio economico del territorio non solo di Carrara.

Argomenti da affrontare con le idee e il contributo di tutti.

Con trasparenza, prima di tutto.

Senza tenere le mani sotto il tavolo e senza riunioni “riservate”.

E senza credere che a Firenze c’è sempre qualche “santo”.

Fermo restando che questa Amministrazione e l’attuale dirigenza non sono in grado di offrire risposte e un progetto serio.

A Verona è stata annunciata Marmomac (29 settembre 2 ottobre 2021) a Carrara si mette in vendita la sede degli uffici.

Difficilmente si era assistito a un combinato tale disposto di arroganza e approssimazione, superficialità e scarsa coscienza della portata della fiera.

Una visione miope che va da via Maestri del Marmo a Viale Galilei con gioielli rari come il maxischermo sul piazzale per vedere le partite causa stadio chiuso. A parte qualche costosissima puntata di Carrara Downtown.

Non sarà facile rimediare dal punto di vista operativo e organizzativo.

Il danno di immagine, con la messa in vendita del centro direzionale by Angelo Mangiarotti, una firma mondiale non un “Luilà” qualsiasi, è già guasto grave in se.

La realtà impone di prendere atto che i grillini di Carrara, accantonata la trasparenza e il moralismo h24, “in quattro anni si sono trasformati tristemente da fustigatori dei costumi in “furbetti del quartierino” (fieristico).

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